Cagliari, prima conferenza di Mazzarri. “Con la Lazio sfida difficile: lotteremo”

“Voglio una squadra che non si arrenda mai, fino al 90esimo più recupero, a prescindere da quello che in quel momento è il risultato”. A meno di 24 ore dal suo esordio sulla panchina del Cagliari, il nuovo allenatore rossoblù, Walter Mazzarri, nella sua prima conferenza stampa, ribadisce il suo vademecum calcistico da trasmettere a ogni giocatore dell’organico. Chi non si adegua, peggio per lui. È un allenatore ben carico, il tecnico fiorentino, si vede che porta dentro tutta l’adrenalina accumulata in un anno e mezzo in cui non è stato in panchina, vuoi per sua scelta che per quella di chi non lo ha perso. Adesso (domani alle 18), comincia una nuova storia e ci si butta dentro con tutta la sua carica e la voglia di prendersi una piazza, quella cagliaritana, che negli ultimi anni non ha fatto altro che accumulare delusioni.

Davanti alla sfilza di domande della stampa isolana, mister Mazzarri ha già fatto vedere di che pasta è fatto e che cosa chiederà ai suoi ragazzi: lavoro, impegno e applicazione. Partiamo dalle notizie sull’infermeria rossoblù: Strootman e Godin non recuperano, Pavoletti è convocato e va in panchina, ma difficilmente potrà essere impiegato. “Lo porto con la squadra a Roma – spiega l’allenatore – perché nello spogliatoio lui è importante, è uno che fa gruppo e riesce a trasmettere ai compagni la carica di cui lui è sempre in possesso”. Nandez giocherà sulla fascia destra “perché è il ruolo che lui preferisce e dove si trova meglio”, precisa Mazzarri. “Ma è un giocatore eclettico, che sa fare bene ogni ruolo sia da centrocampista che da esterno d’attacco e anche di difesa. Nel calcio moderno sono questi i calciatori più utili e amati dagli allenatori”, aggiunge Marrazzi.

Scontato che il nuovo allenatore dovesse tessere le lodi del presidente, della società, dei tifosi: “Da tempo ho un ottimo rapporto con il presidente Giulini, stima reciproca. Trovare un accordo è stato facile: fare bene questo campionato e l’anno prossimo crescere fino a livelli che competono a questa società e a tutta la Sardegna. Il Cagliari ha tifosi sparsi ovunque nel mondo, dobbiamo riuscire a trasmettere loro l’adrenalina che a noi in campo dovrà accompagnare per tutto il campionato”.

Dopo tre soli giorni di conoscenza e di allenamenti, Mazzarri si astiene correttamente di fare valutazioni sulla squadra e sui singoli. “Ho cercato solo di trasmettere loro solo due o tre cosette che fanno parte del Mazzarri pensiero – racconta il tecnico -, alle altre ci arriveremo pian piano. Già dopo la partita con il Napoli ci saranno più allenamenti e potremo cominciare ad avere un quadro più esatto”.

Sul modulo di gioco nega di essere votato esclusivamente al 3-5-2 e che da lì non si schioda. “Un bravo allenatore deve saper scegliere il modulo in base alle potenzialità dei suoi giocatori. In campo, poi, si deve essere capaci di variare schemi all’occorrenza. Nella mia storia calcistica ho praticato il 3-2-5, ma anche il 3-4-3, il 3-3-4 e anche il 4-3-3. I miei ragazzi devono essere in grado di passare all’esigenza da uno all’altro. Li insegno tutti, ecco perché mi ritengo un allenatore da preparazione estiva per poter plasmare la sua squadra. Ma ci arriveremo comunque”.

Infine, la partita di domani con la Lazio: “È una squadra di vertice, la troveremo arrabbiata dopo i risultati poco soddisfacenti finora ottenuti. Sono da rispettare ma non da temere, proponiamoci di fare il nostro meglio e così facendo potremo mettere in difficoltà anche le squadra più forti di noi”.

L.On.

Total
31
Shares
Загрузка...
Related Posts
Total
31
Share