Cagliari, parla il nuovo direttore sportivo: “Per il mercato è prematuro, ci sono buone basi”

Il Cagliari ieri, oggi e domani secondo il nuovo direttore sportivo Nereo Bonato, presentato ufficialmente  dopo la sua assunzione, due giorni fa. La rivoluzione in casa rossoblù decisa dal presidente Giulini dopo il deludentissimo inizio campionato, si arricchisce pertanto  di un altro tassello, quello più importante in ambito tecnico dirigenziale. Resiste invece, contrariamente a quello che chiedono i tifosi sui social, l’allenatore Liverani, a cui la società ha rinnovato la fiducia, convinta di aver fatto la scelta giusta quando gli ha affidato la squadra lo scorso giugno con la richiesta di lavare l’onta della retrocessione. Nella pancia della Unipol Domus, è stato il nuovo (anche lui) responsabile dell’area “Business e Media” della società, Stefano Melis, a presentare il  direttore sportivo che ha preso il posto del defenestrato Stefano Capozucca.  Espletati  i ricorrenti  convenevoli d’occasione (“Cagliari è una grande piazza, tifosi con grande passione, contento di essere qui, appena il presidente Giulini mi ha contattato dieci giorni fa ho accettato al volo)”), Bonato ha precisato in partenza di essere qui “per contribuire a riportare il Cagliari dove gli compete” e di voler portare nella società “il modello Sassuolo” con cui è stato protagonista nella fantastica cavalcata dalla C alla A e dove ha creato i presupposti per raggiungere i risultati straordinari che ancora oggi squadra e società emiliana stanno ottenendo. Bonato, veronese di 57 anni, alure in Economia e Commercio, a un contratto fino a giugno 2024, “il tempo sufficiente per gettare le nuove basi per un programma vincente”.

Scontato che le domande dei giornalisti andassero a toccare le note dolenti della squadra che annaspa al centro classifica della serie B nonostante un organico dai nomi altisonanti, ma ugualmente deficitaria in alcuni ruoli chiave, in particolare  difesa e cabina di regia. “«”Inizierò con il conoscere l’ambiente, dallo staff ai ragazzi – ha detto il ds -, ho già visto che tutti sono rammaricati per questa situazione di classifica. Il passaggio fondamentale è mettere sul tavolo le difficoltà che ci sono e armarsi  di sacrificio per andare a risolvere una per una le criticità esistenti. Questo, sapendo che non si potrà fare tutto in una volta, ma sapendo anche che già da Frosinone bisognerà dare un segnale di un nuovo inizio”. Tema strategico il mercato di riparazione a gennaio, dove la società è chiamata ad agire  tempestivamente  per colmare le grosse lacune emerse in squadra, sia a livello tecnico che agonistico e caratteriale. Su eventuali acquisti e cessioni (anche eccellenti), Bonato si è avvalso della facoltà di non rispondere perché non ancora ben informato sui fatti.

Però è chiaro che con il presidente Giulini e con Liverani ha già parlato di squadra e di organico e che l’operazione mercato è già stata avviata. Reticenza assoluta soprattutto su Raja Nainggolan, che i giorni scorsi ha detto di essere pronto a tornare se il “suo” Cagliari lo dovesse richiamare. “Come società ci fa piacere che gli ex apprezzano il club (veramente non tutti, ndc) e la piazza – ha glissato il diesse -, sul piano tecnico però è ancora prematuro parlarne. Non ho ancora fatto valutazioni sul mercato con lo staff tecnico e con la società”. E Liverani può considerarsi in una botte di ferro? Domanda superflua e risposta scontata: “Il mister nel suo percorso ha ottenuto risultati importanti che parlano per lui – ha precisato il direttore sportivo -. Ha avuto esperienze anche formanti come a Parma e a Cagliari è arrivato per riproporsi.  A sassuolo scelsi sempre allenatori che dopo aver fatto bene erano stati successivamente esonerati.  Da Allegri a Pioli e fino a Di Francesco ( su quest’ultimo i giornalisti presenti hanno strabuzzato gli occhi), queste sono sta le mie scelte. Ora Liverani può fare lo stesso percorso in una piazza importante come Cagliari. Però ha bisogno di tempo”.   

Luciano Onnis

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