Cagliari battuto su rigore, Roma salvata dalla traversa

Una sconfitta dignitosa, uno a zero che non cancella quanto di buono è stato fatto nelle ultime due partite con sei punti incamerati, numeri di questi tempi “da capogiro” per il modesto Cagliari di questo campionato, peraltro oggi falcidiato dai “frastimi” di Sinisa Mihajlovic che hanno messo fuori gioco, positivizzandoli al Covid, pedine importanti quali la sorpresa Bellanova, il ben trovato Lovato e l’utile Grassi. La panchina rossoblu, si sa, è quella che è, non offre alternative valide neppure in condizioni di normalità, figurarsi nelle emergenze.

All’Olimpico il Cagliari ha tenuto sufficientemente il campo, non si è arreso all’evidente superiorità tecnica dei romanisti, rimasta fine a se stessa per l’inconcludenza dei suoi attaccanti. Merito della difesa del Cagliari? In buona parte si: i tre ragazzotti lì dietro hanno fatto il loro dovere, pur soffrendo le incursioni giallorosse che partivano da dietro senza trovare ostacoli. La difesa va sicuramente assolta, le criticità arrivano come sempre dal centrocampo. Nei 4+1 schierati oggi da Mazzarri, difficile trovare una sufficienza piena da assegnare. Sulle fasce si sono aperte autentiche praterie per gli esterni giallorossi: Zappa e Marin a destra e Deiola e Dalbert a sinistra, hanno sofferto parecchio, anche perché Pereiro non dava loro un aiuto in fase di ripiegamento. Sono stati piuttosto gli attaccanti giallorossi a essere poco concreti sotto porta e non sono arrivati quasi mai a impensierire seriamente Cragno, che ha dovuto svolgere solo ordinaria amministrazione. Quindi più demeriti dei romanisti che bravura rossoblu? Forse la verità sta come spesso nel mezzo. Nel primo tempo il Cagliari ha subìto senza quasi mai impensierire i romanisti, meglio nella ripresa quando le forze in campo si sono livellate.

Nella prima parte di gara, il protagonista è stato un pessimo arbitraggio. Il signor Maggioni, pur senza influire sul risultato, ha prima dato contro il Cagliari un rigore che non c’era, poi non ne ha visto un altro evidentissimo. Lo ha corretto il Var dando il penalty alla Roma, ma l’omino col fischietto ha continuato a mettere in fila una serie di errori nelle valutazioni che un arbitro della massima serie non dovrebbe commettere. Mazzarri ha avuto ragione a fine partita a lamentarsi del signor Maggioni, chiedendo più rispetto per le squadre che non suscitano nei fischietti la nota sudditanza psicologica. Troppi errori arbitrali, quasi sempre a svantaggio del Cagliari. “Mezzi falli”, li ha definiti il mister rossoblu a fine partita, fischiati ai rossoblu anziché ai romanisti. Uno per tutti quello che ha fruttato l’ammonizione a Zappa per un intervento regolarissimo entrando in anticipo su Zaniolo: il rossoblu ha preso chiaramente il pallone e non l’avversario, eppure si beccato fallo e ammonizione. Il primo tempo si è chiuso sull’1-0 per i giallorossi, e fin qui niente da obiettare. I sardi non si sono mai affacciati in area avversaria, difficile così salvare la baracca. Decisamente meglio nel secondo tempo, quando il baricentro è stato spostato in avanti e il Cagliari si è presentato più volte dalle parti di Rui Patricio. Per poco, all’84esimo, non c’è scappato il gol del pareggio. La correzione verso la porta da parte di Joao Pedro dell’assist di Nandez, è stato deviato miracolosamente dall’estremo difensore romanista sulla traversa. Peccato, al di là della supremazia tecnica dei giallorossi il pareggio non sarebbe stato immeritato per i ragazzi di Mazzarri.

Domenica il Cagliari è atteso da un altro scontro sulla carta difficilissimo, con la Fiorentina alla Unipol Domus (ore 12,30). I rossoblu ci arriveranno ancor più a ranghi ridotti: oltre ai positivi al Covid già assenti con la Roma, saranno squalificati Carboni e Pavoletti. Con la speranza che i “frastimi” di Mihajlovic finiscano qui. Intanto va a rilento la campagna acquisti per il rafforzamento della squadra e dell’organico. La posizione in classifica imponeva acquisti subito e pronti per giocare. Sono arrivati Lovato e Goldaniga per la difesa e vanno bene (ne manca però ancora uno perché su Ceppitelli non si può contare), il centrocampo rimane una palla al piede, il trequartista è merce sconosciuta e l’attacco ha urgente necessità di un altro attaccante, di quelli veri. Il presidente Giulini e il ds Capozucca stanno certamente pensandoci, ma devono prima riequilibrare i conti della società: ora come ora si frugano in tasca e si ritrovano con zero spiccioli da spendere. Non restano che i prestiti secchi ed eventuali riscatti a luglio. Ma è una strada in salita e sono tanti i giocatori che rifiutano di venire in una squadra alle soglie della retrocessione. Insomma, una situazione tutt’altro che rosea, non sarà facile venirne fuori. Ma bisognerà fare carte false o un altro miracolo.

ROMA (4-2-3-1): Rui Patricio; Maitland-Niles, Mancini. Kumbulla, Vina; Oliveira , Veretout; Zaniolo (Karsdorp), Mkitaryan, Felix (Shomurodov). Abraham. (All: Mourino).
CAGLIARI (3-4-2-1) Cragno; Altare (Gagliano), Goldaniga, Carboni; Zappa, Deiola, Marin, Dalbert (Lykogiannis); Pereiro (68 Nandez), Joao Pedro, Pavoletti. (All: Mazzarri)
Arbitro: Maggioni
Reti: 33 Oliveira (r)

L.O.

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