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Regionali 2014, verso una nuova sfida Cappellacci-Soru?

La campagna elettorale è di fatto già partita. E sono solo due i candidati “di fatto già in campo” per le due coalizioni. Che fino a qualche mese fa, cioè prima del boom del Movimento 5 Stelle, erano definite le “principali coalizioni”. Cioè il centrodestra e il centrosinistra. I due candidati – secondo quanto oggi scrive su La Nuova Sardegna il responsabile del settore politico del quotidiano sassarese Filippo Peretti – sono gli stessi dell’ultima sfida: il vincitore Ugo Cappellacci e lo sconfitto Renato Soru.

Ma quali sono i segnali che indicano queste due discese in campo “di fatto”? Secondo la Nuova, vanno lette in chiave pre-elettorale le recenti mosse di Cappellacci attorno alla Finanziaria. In particolare la riscrittura del patto di stabilità – definita “solo uno spot mediatico” – e la promessa di restituire l’Imu a 130mila famiglie sarde.

Quanto a Soru, il quotidiano sassarese rileva che l’ex governatore “ha iniziato a sondare la base per puntare alla terza candidatura”. In effetti negli ultimi mesi alcuni segnali – come la nascita di una pagina Facebook evidentemente ‘autorizzata’ dal significativo nome ‘Sardi per Soru’ – hanno fatto ipotizzare un rinnovato interesse del patron di Tiscali per la Regione. Interesse rispetto al quale la decisione di non correre alle Politiche era apparsa una ulteriore conferma.

Ipotesi, tuttavia, che confliggono con la fissazione per il 28 maggio 2014 (cioè poche settimane dopo la presumibile data delle Regionali) del processo per l’evasione fiscale da quasi dieci milioni di euro contestata a Soru dalla procura della Repubblica di Cagliari. Nel caso dell’indagine sul caso Saatchi & Saatchi (dalla quale è uscito assolto sia nel primo, sia nel secondo grado) Soru infatti subordinò il proseguimento del suo impegno politico alla chiusura della vicenda processuale col riconoscimento della sua innocenza. E negli ambienti del Pd si riteneva che avrebbe mantenuto un atteggiamento analogo, a maggior ragione in questa fase politica.

C’è molta apprensione sia nel centrodestra, sia nel centrosinistra sull’esito delle prossime Regionali. Perché se è vero che non è un’operazione politicamente corretta il trasferimento a esse del dato delle Politiche, è anche vero che il successo del Movimento 5 Stelle è stato di proporzioni enormi nell’Isola. E, anche applicando a quel 30 per cento di voti ottenuti da Grillo la ‘tara’ che deriva dal carattere locale della competizione del 2014, è prevedibile un risultato molto rilevante. A maggior ragione se – come molti ipotizzano e temono – a condurre la campagna elettorale nell’Isola sarà Beppe Grillo in persona. E se il Movimento 5 Stelle riuscirà a individuare un candidato governatore credibile.

D’altra parte fino a ora nessuna candidatura ufficiale è emersa, eccettuta quella, per il centrosinistra, del presidente dimissionario della provincia di Nuoro Roberto Deriu. Nei mesi scorsi per il centrodestra – oltre che all’ovvia ipotesi attorno alla ricandidatura del governatore uscente – si è fatto con insistenza il nome di Beppe Pisanu. Ma questo prima del passaggio dell’ex ministro dell’Interno a Scelta civica di Mario Monti. Altro candidato potenziale – almeno a giudicare dall’attivismo di questi ultimi mesi – è un altro ex governatore, Mauro Pili. Ma si tratta di mere ipotesi. Destinate a restare tali almeno fino a quanto il quadro politico nazionale non si sarà chiarito.

Per il centrosinistra, Deriu a parte,  uno dei nomi che ricorre ne toto-governatore è quello di Francesca Barracciu. Ma non è affatto escluso che, alla fine, emerga una candidatura nuova, di qualche autorevole esponente della società civile isolana.

N.B.

 

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