Piano Sulcis, ecco il progetto degli operai Alcoa: un parco Gardaland a Carbonia

Non solo industria. E vista la crisi che impera in tutto il territorio, gli operai cercano di reinventarsi un futuro un po’ più roseo. Così, approfittando delle opportunità offerte dal concorso “99ideas” nell’ambito del Piano Sulcis, un gruppo di operai dell’Alcoa di Portovesme, oggi tutti cassaintegrati, insieme ad un gruppo di tecnici, ha predisposto un progetto e sta partecipando al relativo bando. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Basciu, delegato sindacale,tra gli ideatori dell’iniziativa.

“Stiamo pensando a un parco di divertimenti acquatico a tema, tipo quello realizzato a Catania col nome di Etnaland o quello più conosciuto di Gardaland. Il punto di partenza è dare valore aggiunto alla ricchezza naturale di cui è dotata la Sardegna. Ossia, trovare il modo di sfruttare l’industria del turismo per tutto l’anno.

Chi sono i potenziali clienti?

Pensiamo non solo agli utenti di “casa” ma anche e soprattutto ai turisti del nord Europa  innamorati del nostro clima.

Quali differenze con gli altri parchi divertimenti?

La differenza consiste nella realizzazione di una serie di attrattive che mettono in evidenza le peculiarità della Sardegna, e che faranno da filo conduttore come ad esempio la flora e la fauna, i nuraghi o la Sardegna come terra di Atlantide. E poi l’enogastronomia, dal pecorino al vino carignano passando per i porchetti e le aragoste. Inoltre sarà dato ampio spazio alla creatività nell’utilizzo delle più moderne tecnologie nel campo delle energie rinnovabili e della bioedilizia ecocompatibile.

Da chi è formato il gruppo di lavoro che ha ideato il progetto?

Da operai dell’Alcoa ma anche da un team di tecnici, ingegneri ambientali, psicologi e biologi perché crediamo nel progetto e vogliamo realizzare qualcosa di grande che vada oltre la semplice idea del divertimento. Qualcosa che, oltre che bello, rappresenti un momento culturale e di crescita sociale.

Quali caratteristiche avrà?

Il parco dovrà avere un’estensione di circa 60-100 ettari di terreno e, dai nostri calcoli, sarà visitato, ogni anno, mediamente da circa un milione e mezzo di turisti amanti del divertimento in mezzo alla natura. Ci saranno gli alloggi, le terme e tutto quanto serve per coccolare i turisti. Calcoliamo circa 400 posti di lavoro per gestire il parco, considerando anche le manutenzioni e i trasporti etc… Per quanto riguarda l’ubicazione, al momento stiamo valutando quattro zone distinte. Nella scelta influiranno molto i vincoli ambientali. A questo proposito vorrei chiarire che pur rispettandone le finalità, i vincoli non possono essere un ostacolo allo sviluppo turistico.

Quali saranno i prossimi passi?

Contiamo di coinvolgere la maggior parte di persone che credono in questa idea, compresi 23 comuni della Provincia che hanno un’attenzione particolare alle scuole, perché lo sviluppo passa inevitabilmente dalla formazione dei più piccoli.

Un addio alle industrie?

La nostra è un’idea di sviluppo economico “parallelo” a quello industriale. Ciò che dobbiamo creare è lo sviluppo del futuro in modo da essere pronti, quando arriverà il momento, a salutare la fine di un’era economica e l’inizio di una nuova. Noi lavoratori dell’Alcoa, che abbiamo dato tanto in termini di risorse e che siamo anche, in qualche modo, artefici della nascita del Piano Sulcis, pensiamo di avere diritto ad un po’ di attenzioni. Senza nulla togliere alle altre tante idee che sono state presentate.

Carlo Martinelli

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