Parla la donna ipnotizzata per l’intervento: “Esperienza straordinaria, guardavo il mio corpo dall’alto”

“Un’esperienza straordinaria, incredibile, non riesco neanche a trovare le parole giuste per esprimere quello che sento”. Linalba Ibba, oristanese di 62 anni, martedì scorso è stata sottoposta a un intervento senza precedenti: l’impianto del pacemaker senza anestesia ma sotto ipnosi.

La sua eccessiva sensibilità al dolore insieme a uno stato d’ansia e a recenti problemi di salute hanno portato i medici dell’ospedale ‘San Martino’ di Oristano a un modo nuovo di operare: messa da parte l’anestesia generale hanno scelto l’ipnosi clinica, già praticata nell’ospedale cagliaritano “Brotzu” in via sperimentale.

“Non potevo sopportare l’idea di un altro intervento in anestesia totale, troppo doloroso per me – ci racconta la Ibba – Quando il mio medico Gianfranco Delogu mi ha detto che avrei potuto essere ipnotizzata ho accettato. In realtà pochi giorni prima dell’intervento ero piuttosto scettica, non ero sicura che con me funzionasse. Sono una persona molto razionale e con un grande controllo dei sentimenti, non avrei mai creduto che con l’ipnosi si potesse affrontare il dolore di un intervento tanto invasivo”.

I due medici che hanno guidato l’anestesia ipnotica, Nino Sole e Danilo Sirigu, hanno indotto lo stato ipnotico e da qui suggerito alla donna immagini positive e rasserenanti: “Mentre mi operavano la mia mente è andata in un luogo della mia prima infanzia, la roccia ‘Culunzu pertuntu’ di Ardauli: era un posto familiare, dove la mia mente ha scelto di rifugiarsi perché mi trasmetteva serenità. Allo stesso tempo – prosegue la Ibba nello straordinario racconto dell’operazione sotto ipnosi – sentivo i due medici che mi parlavano, sentivo le mani del chirurgo e la pressione sul mio torace, ho sentito anche quando mi hanno sistemato il pacemaker e messo i punti. Percepivo tutte queste sensazioni senza provare dolore  e allo stesso tempo osservavo il mio corpo dall’alto e vedevo con precisione cosa accadeva in sala operatoria”.

Linalba Ibba, passati tre giorni dall’operazione, è tornata a casa e sta bene, a parte leggeri fastidi al braccio sinistro e al torace dovuti all’assestamento del defibrillatore cardiaco. “So di essere una privilegiata perché ho potuto affrontare una pesante operazione chirurgica in maniera completamente serena e tranquilla. Spero solo che il mio caso non sia l’unico e che la possibilità di utilizzare l’ipnosi al posto delle terapie tradizionali venga presto estesa a tante altre persone che soffrono”.

Francesca Mulas

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