Guarire con l’ipnosi: al Brotzu un team di esperti cura con le emozioni

Le emozioni possono aiutarci a guarire dalle malattie? La risposta è si. Ce lo dice una terapia che da qualche mese si sta sperimentando a Cagliari, azienda ospedaliera Brotzu: a testare l’esperimento, il primo al mondo, sono il radiologo Danilo Sirigu, il gastroenterologo Francesco Oppia e Nino Sole, psicologo e psicoterapeuta.

I tre professionisti lavorano insieme su un protocollo diagnostico innovativo, avviato nell’aprile dell’anno scorso, in cui le terapie tradizionali e la diagnostica per immagini come l’ecografia sono affiancate all’ipnosi clinica: il metodo è stato sperimentato con ottimi risultati su dieci pazienti affetti da sindrome dell’intestino irritabile e in cura nella struttura di fisiopatologia digestiva, di cui Francesco Oppia è responsabile.

“L‘idea dell’ipnosi è sicuramente affascinante e per alcuni spaventosa, si associa spesso a qualcosa di magico, o a uno stato di suggestione passiva – spiega Danilo Sirigu del Servizio Radiologia del Brotzu – niente di tutto questo: l’ipnosi è uno stato di concentrazione estrema che rende più stretto ed efficace il rapporto tra medici e pazienti”. Con questo metodo si restituisce al paziente un ruolo di primo piano nella cura dei suoi mali: non più spettatore passivo di ciò che accade al suo corpo, ma primo attore nel percorso di diagnosi e guarigione proprio grazie allo stato ipnotico.

Come funziona ce lo spiega Nino Sole, professore ordinario di Psicologia dell’Età evolutiva e specialista in ipnosi clinica: “L’ipnosi, a dispetto di quella che è l’opinione comune, non è una alterazione della coscienza ma un suo stato modificato, in cui si riequilibra la parte razionale con quella irrazionale. Il paziente viene guidato in uno stato di profonda concentrazione che allontana le interferenze esterne: in questo momento è pronto per osservare con attenzione l’immagine del proprio corpo che gli viene mostrata dall’ecografo”. L’istantanea dei suoi organi, visualizzata dal paziente nello stato dell’inconscio, viene così interiorizzata in maniera molto più profonda, e su questa è possibile far interagire psiche e corpo: “Le emozioni hanno un ruolo determinante nel nostro stile di vita – prosegue Sole – e influiscono pesantemente su malattie e comportamenti. La ragione e la scienza non sempre sono risolutive, ecco perché può essere necessario in alcuni casi far emergere dall’inconscio tutte le nostre risorse per curarci dove la medicina tradizionale non arriva. I risultati di questo esperimento sono stati sorprendenti”.

Francesca Mulas

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