Ambientalisti contro la centrale a biomassa di Decimoputzu: «È fuori legge»

Non ci sta, il Gruppo di intervento giuridico (Grig): perché “la centrale a biomassa di Decimoputzu produce energia mettendo in atto una serie di processi non previsti, quindi in violazione delle leggi“. Per questo l’associazione ambientalista, insieme al Comitato popolare “Terra sana” chiede “l’immediato ritiro dell’autorizzazione unica”. Ovvero, lo stop dell’impianto.

E’ da tempo che il Gruppo di intervento giuridico tiene sotto controllo la centrale di Decimoputzu: la proprietà ce l’ha la Società agricola Agrifera, una srl che ha base nella zona agricola di Terramaini. “La nostra richiesta – spiegano dal Grig – nasce dal fatto che all’articolo 6 della stessa autorizzazione unica è previsto il ritiro nel caso in cui la società non adempia ai propri obblighi”.

In Grig ha recuperato un verbale della Polizia provinciale di Cagliari, “nel quale si legge che nell’impianto, tramite autocisterna, vengono conferiti reflui zootecnici provenienti da un allevamento di bovini, appartenente alla società agricola dei Fratelli Medda, rifiuti organici che poi vengono stoccati nella prevasca liquami dell’impianto stesso”.

Dal Grig sottolineano: “Si tratta di sottoprodotti di origine animale, la cui trasformazione in biogas viene fatta senza provvedimento di riconoscimento sanitario. Questa è una violazione, e sarebbe anche oggetto di una sanzione pecuniaria da diecimila a 70mila”. Gli ambientalisti dicono anche: “Mentre noi chiediamo il ritiro dell’autorizzazione unica, vista la grave violazione, il Servizio Energia dell’assessorato regionale all’Industria ha convocato i dirigenti della società per perfezionare lo stesso documento autorizzativo“. Gal Gruppo di intervento giuridico ironizzano: “Si tratta quasi di un premio per l’ottima condotta finora tenuta”.

L’impianto di Decimoputzu “prevede l’utilizzo di 20.200 tonnellate annue di biomassa, per circa 60 giornaliere, con una produzione di biogas pari a 3,6 milioni di metri cubi annui e energia elettrica prodotta pari a 7 milioni di kWn annui. In cambio sembra proprio che vi sia quantomeno un sensibile traffico di camion e una notevole puzza, non poco per le case e le aziende agricole vicine e per il centro abitato, distante meno di 2 km”, chiariscono ancora dall’associazione verde.

CASO MEDIOCAMPIDANO. Intanto in tema di ambiente protestano pure Wwf, Lipu e Italia Nostra, perché “nel Medio Campidano la società aretina Tosco Geo ha presentato un progetto per fare ricerche geotermiche“. Le associazioni chiedono alla Regione si non concedere la Via (Valutazione di impatto ambientale), “sino a quando non verrà definito il Piano energetico regionale”. Per Wwf, Lipu e Italia Nostra, la società toscana vuole ipotecare una fetta troppo ampia di territorio: “Si tratta di 416 chilometri quadrati, distribuiti in sedici Comuni della Provincia“.

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