Mattarella e Draghi, visita a fine 2019. Retroscena: feeling con radici lontane

di Guido Paglia. È da più di un anno che Sergio Mattarella corteggia Mario Draghi come possibile ‘Uomo della Provvidenzia”’. Esattamente dalla fine del 2019. Era la vigilia di Natale quando l’ex-presidente della Bce, riunito con moglie e figli nel suo splendido casale di Città della Pieve, ricevette a telefonata del Quirinale. “Il presidente Mattarella vorrebbe vederla urgentemente” gli disse il Segretario generale Ugo Zampetti. “Certo, ma quando?” rispose Draghi. “Subito, stamattina stessa” replico’ un po’ imbarazzato il braccio destro del Capo dello Stato, rendendosi conto della particolare giornata.

Basta andare a rileggere i giornali di quei giorni sulle feroci polemiche all’interno della maggioranza giallorossa a proposito della manovra economica. Il Governo aveva già cominciato a traballare. All’ex-presidente della Bce non restò altro da fare che rinunciare alla consueta passeggiata con il suo amato setter ungherese, delegare i preparativi del cenone natalizio ai familiari e partire per Roma. Sul contenuto di quell’incontro non sono mai trapelati particolari, ma è chiaro che si trattò di un vero e proprio sondaggio sulla disponibilità di Draghi ad assumersi l’eventuale onore di guidare un governo istituzionale d’emergenza se la situazione l’avesse richiesto.

C’è voluto più di un anno perché la situazione maturasse in questo senso, ma alla fine la disponibilità che il banchiere doveva aver promesso a Mattarella, è tornata buona in questi giorni di caos politico. Ed ecco qual è il retroscena del “governo di alto profilo”, frutto di quell’improvvisa e misteriosa convocazione alla vigilia di Natale del ‘19. Di un feeling che viene da lontano.

[Foto Ansa]

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