Silvio Lai (Pd) a Renzi: “Matteo, dacci una mano”

Silvio Lai scrive a Matteo Renzi per complimentarsi della vittoria alle primarie, ma soprattutto per chiedere al neosegretario nazionale un incontro. «Ci serve una mano – si legge nella lettera – per affrontare insieme l’appuntamento con le Regionali del 2014».

È pacato il tono di Lai. Ma l’apprensione fa da sfondo a tutte le trenta righe. Perché «in questa fase – scrive – scontiamo una ulteriore preoccupazione, confermata anche da recenti episodi, sul fatto che ci possa essere il rischio di una disaffezione al voto». L’astensionismo, puntualizza Lai con evidente riferimento all’indagine sui fondi ai gruppi consiliari, «potrebbe colpire alcune forze politiche più di altre, sia per il clima generale quanto per i più recenti eventi balzati alle cronache nazionali e locali».

Nessun accenno a episodi specifici. Niente nomi. Lai chiede a Renzi un faccia a faccia, alla presenza dei «vertici sardi del partito», partendo da un punto fermo: «Le Regionali della nostra Isola sono una tappa importante nel percorso politico dei prossimi mesi e, nella storia recente, non sono mai state solo elezioni locali».

Lai sposta per un attimo l’attenzione sul campo avversario: «Il confronto elettorale, come dimostra l’intervento del leader di Forza Italia che pochi giorni fa ha ufficializzato la (ri)candidatura del presidente Cappellacci, e lo stesso era successo nel 2009, fa sì che l’appuntamento sardo debba essere visto più in chiave nazionale che non come test limitato».

Lai non trascura un particolare: «Oggi, oltre agli schieramenti nazionali, in più c’è anche il Movimento Cinque Stelle di Grillo che le recenti rilevazioni dotano di un elevato consenso e che alle Politiche (di febbraio) ha avuto nella nostra Isola tra i migliori risultati».

Lai torna quindi a guardare in casa. «In questo contesto – ribadisce – la Sardegna è un appuntamento importante, sul quale certamente sono e saranno determinanti i nostri cittadini, ma che ha una rilevanza tale da richiedere un lavoro congiunto tra la segreteria regionale e quella nazionale, con piena e condivisa responsabilità».

Il leader sardo del Pd chiede dunque «una mano, perché il nostro progetto e il nostro candidato alla presidenza sia da subito sostenuto dalla nuova segreteria nazionale». Segue il dato più strettamente politico, legato al plebiscito ottenuto domenica dal sindaco di Firenze: «Mentre il congresso nazionale ha investito di forte consenso la tua guida, le segreterie regionali, anche in caso di gestione condivisa, non hanno la stessa forza e legittimità, occorre esserne consapevoli, e il nostro mandato non può che essere a disposizione per ogni decisione utile a garantire un quadro di massimo impegno nella conduzione del partito e della campagna elettorale».

L’ultimo passaggio è un appello all’impegno di ciascun dirigente nel proprio ambito: «Occorre, in questa delicata fase politica, porre al primo posto ogni scelta necessaria per vincere le prossime Regionali, a partire da ogni singola responsabilità, innanzitutto la mia. Sicuro che nella tua nuova responsabilità troverai lo spazio per un incontro con il gruppo dirigente regionale, ti confermo i migliori auguri anche a nome del Partito Democratico della Sardegna».

Alessandra Carta

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