di Vito Fiori
“Mandar via la Todde? No, non ci stiamo pensando. Sono convinto che la gran parte dei consiglieri regionali non voglia tornare a casa, lo stipendio è un ottimo deterrente perché si vada avanti per l’intero mandato”. Angelo Cocciu, 53 anni, olbiese, capogruppo di Forza Italia nell’aula di via Roma, parla delle ragioni della battaglia che vede le opposizioni di centrodestra in prima fila contro la maggioranza sul tema delle aree idonee per l’installazione degli impianti di energia rinnovabile.
“Noi siamo contro l’eolico e il fotovoltaico – dice – ormai soluzioni obsolete che serviranno solo a devastare il territorio sardo e a creare problemi infiniti per il loro smaltimento a ciclo esaurito”.
Quindi?
“Negli Stati Uniti e in altri Paesi del mondo occidentale stanno puntando sul nucleare di ultima generazione, decisamente meno impattante e più sicuro di altre forme di produzione dell’energia. Ecco, noi vorremmo parlare anche di questo con la presidente Alessandra Todde e con la sua coalizione, ma non ci è consentito”.
Lei era in consiglio durante il quinquennio di Christian Solinas e nessuno ricorda una levata di scudi sua e dei suoi colleghi contro il presidente che pure è quello che ha rilasciato decine di autorizzazioni per i progetti di impianti eolici e fotovoltaici oggi in fase di realizzazione: perché solo ora si grida al “lupo”?
“Questo non saprei spiegarlo, posso dire che il crescente numero di richieste, aumentato in maniera esponenziale negli ultimi mesi ha destato qualche preoccupazione di troppo e da qui l’esigenza di muoverci”.
Certo, con la prua puntata contro la Todde, ma in realtà i progetti presentati dai cosiddetti speculatori del vento e del sole ammontavano a circa 900 nei primi mesi di quest’anno, prima che l’attuale presidente della giunta regionale venisse eletta.
“Non lo so con certezza – risponde Cocciu – ma le assicuro che il problema c’è e noi vogliamo affrontarlo e risolverlo”.
Ok, ma perché il governo nazionale impugna la moratoria della Todde che blocca di fatto, sia pure per 18 mesi, i nuovi impianti e voi invece tenete una linea diametralmente opposta in Sardegna? Perché non avete contestato Giorgia Meloni che, al contrario, vorrebbe lasciare il campo libero agli speculatori?
“Noi, come partito, anche se facciamo parte del centrodestra, in Sardegna siamo sempre stati contrari all’eolico sia in mare che a terra e al fotovoltaico. Basterebbe vedere cosa sta succedendo in diverse parti dell’isola per rendersi conto dello scempio”.
Autorizzato da Solinas, quindi anche da lei, durante la precedente legislatura, o no?
“No, posso dire che noi abbiamo concesso le autorizzazioni al minimo, ovvero sotto soglia, quelli con la potenza necessaria al temporaneo fabbisogno regionale”.
Non tutti sono d’accordo su questo, anzi. Aggiunge Cocciu: “E poi sapevamo che la moratoria sarebbe stata impugnata perché illegittima. Noi abbiamo insistito perché la Todde aprisse il confronto a un tavolo Stato-Regioni, ma non ha voluto ascoltarci. Da qui la scelta di uscire dall’aula all’inizio della discussione del decreto 45”.
Insomma, qual è la vostra posizione?
“Noi puntiamo sulle comunità energetiche e sul revamping e repowering dell’esistente nelle aree compromesse e degradate. Ma, ripeto, si tratta di soluzioni superate dalla tecnologia, fra vent’anni saranno già vecchie e scarsamente efficienti. Comunque ritengo che i 6,2 gigawatt imposti alla Sardegna siano troppi. Per questo abbiamo chiesto uno studio sulle reali necessità della nostra regione, siamo convinti che ne basterebbe la metà”.
Chi la spunterà? “La Todde andrà per la sua strada, lo ha fatto intendere chiaramente anche ai suoi alleati, anche a quelli che nutrivano più di un dubbio. Ma alla luce dei nuovi fatti, tipo il decreto del ministro Pichetto Fratin decaduto, tutto può succedere. Sperando in un coinvolgimento dell’intero consiglio nel dibattito”. Domani in aula si riprende a discutere.