Rete ciclabile della Sardegna, si parte: primi 15 milioni per 1.916 chilometri

La rete ciclabile della Sardegna prende forma. A un anno e mezzo dall’avvio della progettazione che ha coinvolto 65 associazioni, 209 enti locali, gli Assessorati al Turismo, all’Agricoltura, all’Ambiente e agli Enti Locali più l’Enas e l’agenzia Forestas, la Giunta ha approvato lo studio preliminare predisposto dall’Arst in collaborazione con l’Università di Cagliari. Sono stati stanziati i primi 15 milioni di euro.

Lo studio è stato presentato oggi in una conferenza stampa dall’assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda e rappresentate “il documento essenziale per poter procedere ai bandi”, ha spiegato l’esponente dell’Esecutivo. La stessa Arst ha stilato il documento secondo le indicazioni date dalla Regione e concordate nel percorso allargata di elaborazione. Ovvero, saranno utilizzati  il più possibile i tracciati della rete ferroviaria dismessa in modo da “garantire il maggior livello di sicurezza e il minor impatto ambientale”. Alla conferenza di oggi ha partecipato anche Francesco Morandi, il titolare del Turismo, e Franco Marras, nuovo amministratore unico dell’Arst.

Con i 15 milioni stanziati verranno realizzati 1.916,06 chilometri per un totale di 42 itinerari. “Di questi, 24 sono già stati studiati e coprono il 57,5 per cento (1.103 km) della rete complessiva”. L’individuazione delle priorità di intervento è stata decisa sulla base di precisi criteri: connessione ai porti e aeroporti; interconnessione con parchi e ambiti di interesse naturalistico. Nel dettaglio delle spese, 8 milioni arrivano dal Piano infrastrutture della Regione, cioè il mutuo keynesiano da 700 milioni) e lungo un percorso non urbana si realizzeranno 677 chilometri di piste ciclabili pari a 13 itinerari. Coi restanti 7 milioni della prima tranche – e si tratta di fondi europei del Por Fesr 2014-2020 – sarà garantito il collegamento tra le città e la rete ciclabile regionale.

I primi 5 itinerari – ha detto Maninchedda – vanno a gara entro l’anno e sono ben distribuiti in tutta la Sardegna, dal nord al centro fino al sud. La cosa interessante è che connettono da subito circuiti extraurbani con quelli urbani: questo è l’obiettivo che realizzeremo con i primi 15 milioni. Per completare i 1.400 chilometri mancanti competeremo con gli altri Stati europei e le altre regioni italiane sulle risorse europee che finanziano soltanto chi ha pianificazione avanzata”, ha sottolineato anche Maninchedda. “La bicicletta non è più solo uno strumento di svago: è un mezzo di trasporto ma anche un produttore di ricchezza sostenibile e di salute. È stato stimato che un euro investito in ciclabilità restituisca un euro di ricaduta economica nel comparto turistico, cioè ha un ritorno altissimo. Credo però che rafforzare l’utilizzo della bicicletta significhi anche rafforzare una vision della vita più sostenibile, più lenta e più bella, molto compatibile col paradiso in cui viviamo”.

Così Morandi: “È il più importante progetto di infrastrutturazione turistica che la regione abbia mai visto, un esempio di come si può lavorare insieme ai territori ottenendo risultati significativi funzionali allo sviluppo. Con la rete ciclabile della Sardegna, oltre 2.000 chilometri di percorsi, possiamo costruire un prodotto legato a sostenibilità, crescita economica delle zone interne e a destagionalizzazione, realmente complementare al marino-balneare. La domanda – ha aggiunto l’assessore al Turismo – esiste e risponde alle esigenze di un mercato sempre più competitivo. Perciò è fondamentale connettere le piste a porti e aeroporti, alle grandi città e alle altre modalità di trasporto. Il progetto di ciclovie promosso dalla Regione si lega perfettamente ai grandi eventi, come la partenza del Giro d’Italia, nell’ottica di costruzione di un’offerta concreta e fruibile per dodici mesi all’anno”.

L’amministratore unico Franco Marras ha spiegato che “l’Arst partecipa al progetto di costruzione delle ciclovie nell’ottica di integrare la mobilità tradizionale su gomma con altri sistemi. Con l’ammodernamento del parco rotabile sarà più semplice trasportare le biciclette a bordo dei bus e dei treni e quindi poter usufruire con maggiore facilità di tutti i percorsi ciclabili sull’intero territorio regionale”.

La rete complessiva – quando il progetto sarà ultimato – si svilupperà per più di 2.000 chilometri lungo i cinque itinerari previsti dall’Atlante ciclistico della Sardegna (Itinerario Sud, Itinerario Ovest, Itinerario Nord Ovest, Itinerario Nord Est, Itinerario Est); in particolare è prevista una rete principale (costituita da tre dorsali: centrale 300 km, costiera occidentale 630 km, costiera orientale 580 km) e una secondaria per 1200 km. Il costo totale è stato stimato in 225 milioni di euro. La rete sarà ora sottoposta alla verifica dei requisiti previsti per far parte della networkl Eurovelo, composta da 14 ciclovie in tutti i Paesi europei per un totale di 70mila chilometri di cui 45mila già realizzati e attrezzati. “Finora la Sardegna – ha concluso Maninchedda – non era dotata di una normativa che definisse le caratteristiche che devono possedere le piste ciclabili, né di uno strumento pianificatorio per il coordinamento e la individuazione degli interventi di realizzazione degli itinerari ciclabili.

 

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