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Regione da 13mila dipendenti, parte la riforma Demuro

“Così com’è, la Regione è bloccata”. Con questa premessa l’assessore Gianmario Demuro ha lavorato alla riforma degli uffici che oggi approda in Giunta.

Quasi 13mila dipendenti costati nel 2013 530.075.821 euro. È la Regione Sardegna che conta 12 assessorati e 41 società partecipate. Enti, istituti e agenzie sono invece 11. Una macchina gigantesca che «così com’è, è bloccata, lavora a vuoto» dice Gianmario Demuro, il costituzionalista titolare del Personale e degli Affari generali nella squadra di Francesco Pigliaru. Oggi l’assessore porta in Giunta il suo primo disegno di legge per riformare l’organizzazione degli uffici. Con due novità su tutte: «Aprire la strada al massimo della mobilità interna e introdurre la meritocrazia degli incentivi. La pubblica amministrazione non può essere un immenso ammortizzatore sociale».

Professore, a guardare cifre e costi della Regione sembra di essere in un ministero. I dipendenti sono per la precisione 12.955.

«Se devo essere sincero, non mi hanno impressionato i numeri, quando l’inefficienza in rapporto a quei dati. Ma il potere pubblico ha il dovere di restituire alla collettività, in termini di servizi, quanto i contribuenti pagano».

Cominciamo dalla Regione in senso stretto, cioè dai 12 assessorati. Come sono suddivisi?

«Attualmente si contano 24 direzioni generali e 127 direzioni di servizio, più il Crp (Centro di programmazione regionale) e l’Enpi, che è un ufficio decentrato dell’Unione europea e si occupa di gestire i programmi per il Mediterraneo».

Col suo disegno di legge cosa cambierà?

«Intanto delegifichiamo le direzioni generali e quelle di servizio. Oggi la loro esistenza è stabilita dalla legge 31 del ’98 e ogni modifica nell’organizzazione deve passare per il Consiglio regionale. Il riordino assegna questo compito alla Giunta».

Fa un esempio di massima disorganicità da correggere?

«Il mio assessorato si occupa anche di riforme. Ma quelle su Comuni e Province sono una prerogativa degli Enti locali. La gestione della semplificazione amministrativa è invece assegnata all’Industria. Ciò comporta una frammentazione dell’attività amministrativa, oltre che un’inutile sovrapposizione di competenze».

I 12 assessori quante buste paga garantiscono?

«I dipendenti sono 4.201, pari a un costo di 265.976.703 euro certificati dalla Corte dei conti nella relazione sul Consultivo 2013».

I giudici contabili hanno anche registrato un aumento di spesa rispetto al 2012, seppure minimo.

«Sì, dello 0,34 per cento. A quei 265 milioni vanno però aggiunti i 3.734.239 euro che è il funzionamento del Crp».

Quanti dipendenti ci sono tra enti, istituti e agenzie?

«Altri 2.103, di cui 59 dirigenti. Nel 2013 il costo è stato di 268.998.395».

Il record assoluto spetta all’Ente foreste, notoriamente il più grande carrozzone della Regione.

«Parliamo di 6.651 lavoratori per una spesa di 158.347.859 euro. Ma è stata addirittura di 211.609.017 euro nel 2011».

Con la riforma quanto si risparmia?

«Nel diritto del pubblico impiego non si possono cancellare le qualifiche. Tuttavia, con la riorganizzazione ci saranno accorpamenti nelle direzioni di servizio e questo permetterà di liberare risorse umane da re-impiegare al meglio».

Il presidente Pigliaru, nella conferenza stampa sui primi cento giorni di governo, ha detto che ci sono uffici con troppe persone e altri sguarniti. A cosa si riferiva?

«Dalla mappatura che in questi mesi abbiamo portato avanti, è risultato che ai Lavori pubblici e all’Industria mancano per esempio figure professionali specializzate. Mi riferisco a ingegneri o esperti in simulazione e progettazione economica».

Farete nuovi concorsi?

«Intanto attendiamo che il governo Renzi sblocchi la partita e consenta di adeguare le piante organiche al turn over. In Regione sono assenti molte delle nuove professioni, come gli informatici. Noi siamo pronti ad avviare un maxi censimento sulle competenze interne per capire cosa serve. Ma questo passaggio è necessario anche per procedere con la mobilità, un tassello chiave della riorganizzazione».

È sicuro che i dipendenti regionali accetteranno di essere trasferiti da un ufficio all’altro?

«Non daremo ordini. Siamo consapevoli che oggi è pressoché impossibile spostare i lavoratori, salvo le espresse richieste. Ma tutti dovranno fare uno sforzo pensando che il contributo di ogni singolo è necessario per raggiungere l’obiettivo comune dell’efficienza. Prevediamo anche l’attivazione dell’aggiornamento professionale. Questo bilancio non ce lo permette. Ma nella programmazione 2014-202 dei fondi europei sono previste risorse per la formazione del personale, e le useremo tutte. Ne ho già parlato a Bruxelles».

Sta parlando come se avesse già sondato la resistenza al cambiamento.

«Sappiamo bene che la riforma potrà essere considerata impopolare, ma siamo chiamati a dare risposte ai cittadini e alle imprese. Non possiamo più permetterci una Regione paralizzata. Se miglioriamo l’organizzazione degli uffici, i dipendenti sono messi nelle condizioni di lavorare meglio. Per questo contiamo sull’approccio proposito e sul sostegno di tutti».

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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