di Andrea Tramonte
La Regione avvia un’azione legale nei confronti del ministero dell’Economia per il recupero delle quote di compartecipazione alle entrate erariali che sarebbero state indebitamente trattenute dallo Stato dal 2010 al 2024. La decisione è stata formalizzata dalla Giunta guidata da Alessandra Todde con una delibera appena diffusa. È scaturita da un approfondimento istruttorio condotto dalla Direzione generale dei Servizi finanziari in collaborazione con l’Avvocatura regionale. Una prima interlocuzione col Mef non è andata a buon fine: il ministero avrebbe proposto un saldo e stralcio al 50 per cento da spalmare in 10 anni. E la proposta è stata respinta al mittente.
Il cuore della questione riguarda i fondi che lo Stato dovrebbe trasferire alla Sardegna in base all’articolo 8 dello Statuto che regola le compartecipazioni alle entrate fiscali. La Regione sostiene che, negli ultimi anni, lo Stato abbia sottratto alcune di queste somme attraverso compensazioni legate a crediti fiscali non direttamente collegati ai tributi che spettano alla Sardegna. In pratica, invece di trasferire i soldi spettanti alla Regione, lo Stato avrebbe compensato le somme con delle agevolazioni fiscali non previste dal meccanismo.
Secondo i dati forniti dalla Regione, le somme trattenute dallo Stato sarebbero cresciute significativamente negli ultimi anni. Se nel 2021 l’importo era di circa 146 milioni di euro, nel 2022 è salito a 256 milioni, e nel 2023 ha raggiunto i 424 milioni, con la stessa cifra prevista anche per il 2024. La Regione sostiene che queste trattenute siano illegittime. Se confermato, il totale delle somme arriverebbe a circa 1,7 miliardi di euro, una cifra che la Regione ritiene debba essere restituita.
La Giunta regionale ha quindi deciso di avviare un’azione legale contro lo Stato, con l’obiettivo di recuperare queste somme. L’incarico di difendere gli interessi della Regione sarà affidato agli avvocati Massimo Cambule e Floriana Isola dell’Avvocatura regionale. La Regione chiede quindi la restituzione dei soldi e si prepara a portare il caso in Tribunale.