Christian Solinas vuole un maxi Ufficio di gabinetto nella presidenza della Regione, uno staff da quarantadue collaboratori, roba da far invidia al dittatore nordcoreano Kim Jong-un. Il capo della Giunta sarda immagina al suo fianco una squadra potenziata di venti persone. Tutte da assumere discrezionalmente, perché si tratterebbe di incarichi fiduciari. Incluso un autista personale. Così è scritto nel disegno di legge 107, varato 22 ottobre 2020 e a cui il centrodestra al governo dell’Isola ha dato un nome evocativo: “Norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento e attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della presidenza”. E ce ne sarebbe per tutti, anche per gli assessori, non solo per il presidente: i costi totali delle assunzioni politiche costerebbero ai contribuenti sardi 6.091.000 euro in più ogni anno.
Con le norme al momento in vigore, in Regione ogni governatore ha il potere di fare sei nomine. Nel dettaglio: un capo di gabinetto, il portavoce, il segretario particolare e tre consulenti. Questa è la squadra ristretta che affianca un presidente durante la legislatura. Con il Ddl 107, Solinas vuole poter autorizzare, per legge, altre venti assunzioni. Che a Villa Devoto, sede della presidenza, farebbero lievitare i costi annui del solo Ufficio di gabinetto di 2.240.583,36 euro.
I venti nuovi contratti, corrispondenti ad altrettante nomine, sarebbero così articolati: tre consulenti di staff per una spesa di 402.849,98 euro; sei esperti, sempre nella squadra ristretta, 
Ai 6.091.000 euro che è il costo del ddl (ogni legge deve essere accompagnata da una previsione di spesa), si arriva perché la Giunta Solinas vuole regalare un pacchetto di assunzioni discrezionali anche agli assessorati, come detto. In questo caso la spesa aggiuntiva sarebbe di 2.831.416,64 euro annui. Non è tutto: 
Mettendo insieme tutte le maggiori spese a cui andrebbe incontro la Regione, ecco i 6.091.000 euro annui finali. Peraltro: nell’Ufficio di gabinetto di Solinas non lavorano solo ‘nominati’ dalla politica. Attualmente sono impiegate anche altre sedici persone – risulta dal sito istituzionale – che sono dipendenti della stessa Regione o lavoratori in comando, cioè in arrivo da altre amministrazioni pubbliche e chiamati nello staff del presidente per vicinanza politica. Questo gruppo da sedici è diviso tra nove addetti di Gabinetto e sei del Cerimoniale. Chiude la lista un autista.
A conti fatti, il solo Ufficio di gabinetto della presidenza passerebbe a quarantadue persone a fronte delle attuali ventidue (clicca qui per consultare tutti i nomi). Una dimensione non solo spropositata ma financo ridicola.
Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)






