La Corte dei conti: “L’Isola ha perso 116 milioni di fondi Ue 2000-2006”

La Corte dei Conti ha dato il via libera al Rendiconto per l’esercizio finanziario 2014 della Regione. Le entrate si sono ridotte, ma grazie ai residui il risultato complessivo della gestione dello scorso anno è tornato positivo per circa 40 milioni di euro.

Con le Sezioni riunite, quella di Controllo e quella Giurisdizionale, il presidente Cristina Astraldi De Zorzi si è
pronunciata dopo una breve camera di consiglio, seguita alla relazione del consigliere Lucia d’Ambrosio e alla requisitoria del procuratore regionale Donata Cabras. Il giudizio di parifica del rendiconto, presente il governatore Francesco Pigliaru, costituisce presupposto essenziale per la successiva approvazione consiliare e è stato preceduto dalla verifica della gestione finanziaria 2014 da parte della Sezione di controllo.

Con la parifica la Corte si esprime sul bilancio, le finanze e la gestione delle risorse economiche. “Nel 2014 gli
accertamenti di entrata della Regione si sono ridotti rispetto ai precedenti esercizi – hanno sottolineato i magistrati contabili -, a fronte dell’incremento degli impegni di spesa l’andamento ha determinato un disavanzo della gestione di competenza, con un saldo negativo di 239,280 milioni”. La gestione dei residui, invece, continua a essere positiva per 494,776 milioni. Il risultato complessivo 2014 torna ad essere positivo (255,496 milioni) e ciò determina l’azzeramento del disavanzo proveniente dagli esercizi precedenti e un avanzo complessivo di competenza
al 31 dicembre 2014 di 39,357 milioni.

A preoccupare, in ogni caso, sono i debiti del passato, le cosiddette perenzioni che ammontano a 693,671 milioni. Per coprire l’eventuale richiesta di tali somme, come previsto dalla legge, la Regione ha accantonato i soldi necessari a coprire questi debiti, determinando così un disavanzo di 504,972 milioni.

Fra le voci che maggiormente pesano sulle casse regionali quella più ingente è la Sanità, con la spesa farmaceutica. Preoccupano poi i debiti degli Enti locali. “La gestione complessiva delle entrate non risulta efficiente” hanno precisato i giudici, “infatti continua a crescere il volume dei residui attivi finali, pari a fine 2014 a quasi 4,163 miliardi di euro, con un incremento del 4,4% rispetto al 2013”.

Inoltre nella gestione dei Fondi comunitari, a seguito della chiusura del Por Sardegna 2000-2006, si è determinata la perdita definitiva di risorse comunitarie per quasi 116 milioni. Per poter utilizzare interamente i fondi Por 2007-2013 la Regione dovrà assumere entro il 31 dicembre “le obbligazioni vincolanti con riguardo ad ulteriori risorse comunitarie per 113 milioni del Por  Fse e per 397 mln del Por Fesr, pena la perdita di parte delle risorse stesse”. La perdita già accertata di risorse provenienti dal Fondo di Sviluppo e Coesione (Fsc 2007-2013) ammonta a oltre 97 milioni. I ritardi accumulati dalla Regione nella gestione del Fondo determinano notevoli rischi di revoca e perdita definitiva di una ulteriore quota delle risorse assegnate.

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