Il Capodanno spento di Cagliari: il concertone low-cost di Zedda spinge i cittadini negli altri centri dell’Isola

di Vito Fiori

Probabilmente, anzi, è certificato, il budget del Comune di Cagliari per Capodanno è il più basso tra le città sarde che organizzano l’evento per salutare il 2025. Niente di stratosferico, giusto quello che ha passato il convento di “Vox Day”, la società che si è aggiudicata il bando promosso dalla giunta su espressa richiesta del sindaco Massimo Zedda. “Appena” 370 mila euro (il 57 per cento a carico della Regione) per il concerto di Stewart Copeland, batterista dei leggendari Police di Sting (il terzo della band era Andy Summers). E i giovani del capoluogo tutti a chiedersi “ma chi è costui?”. Chi si aspettava il botto è rimasto deluso, molto deluso. Senza niente togliere a Copeland, che non era manco il frontman dello storico gruppo di Reggatta de Blanc e di Message in a bottle, molti cagliaritani, compresi componenti del consiglio comunale e funzionari, andranno a Sassari a sentire Gianna Nannini, che non è esattamente il massimo degli ascolti possibili. Ma sempre meglio del 72enne batterista statunitense, almeno qualche brano lo si potrà canticchiare.

Oltre al pensionato ex Police in piazza Yenne, il resto dei festeggiamenti è affidato a dj-set in piazza San Giacomo, piazza Santa Croce e piazza Garibaldi e distribuito dal 30 dicembre al primo gennaio. Il concetto di diffusione degli eventi, che due anni non pare abbia portato molto bene a Sassari e al contestatissimo – per l’occasione – sindaco Nanni Campus, viene ora replicato a Cagliari. Con buona pace di chi si metterà in marcia per Olbia, Alghero Sassari e Castelsardo, città che hanno fatto scelte più costose (sicuro) puntando su star di richiamo, dalla Nannini a Max Gazzé, dai Negramaro ai Pinguini Tattici Nucleari. Va bene, nessuno pretendeva i Rolling Stones, Madonna o, per i più giovani, Taylor Swift, ma qualcosa di meglio si poteva recuperare. È vero, l’attuale amministrazione è in carica da pochi mesi e aveva necessità di guardarsi un po’ in giro, il che richiede del tempo che forse non c’è stato. Però, se si vuole continuare a parlare di città turistica è chiaro che occorre cambiare registro. Le navi da crociera con i loro carichi di visitatori mordi e fuggi, che lasciano una mancetta alla città, non bastano, al di là dei toni trionfalistici di qualcuno.

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