Grillo a Cagliari: “Un referendum per uscire dall’euro”. In 5mila in piazza

Un’ora e spiccioli di discorso. Urlato, come nello stile di Beppe Grillo sbarcato a Cagliari per la campagna elettorale delle Europee.

Un’ora e spiccioli di discorso. Urlato, come nello stile di Beppe Grillo che si congeda con una promessa solenne: “Faremo un referendum per uscire dall’euro, me ne sbatto i c…, se è anti-costituzionale. Devono essere gli italiani a decidere”. I 5mila raccolti nel piazzale dei Centomila ridono e applaudono. Sono le 22,45, quando il sipario cala con l’inno anti-Ue. “Sbatti i pugni sul quel tavolo”, recita il ritornello del quasi reggaeton.

grillo piazza 3

Il grande capo del Movimento Cinque Stelle è sbarcato in città per la campagna elettorale delle Europee. Ma su Bruxelles e Strasburgo, Grillo dice pochissimo oltre alla promessa del referendum. “Mantenere la commissione Ue costa 100 milioni all’anno, il Parlamento 50. Un terzo del bilancio (ma non è precisata la cifra) se ne va in traduzioni, perché nell’Unione europea si parlano 28 lingue. Quindi: una legge proposta dalla Lituania viene tradotta in olandese, poi in bulgaro e da lì si passa al nuorese”. E ancora: “La Merkel ha bloccato i soldi per le acciaierie italiane con il solo obiettivo di favorire le industrie tedesche. Ma ai nostri politici non interessa”.

Il resto è un attacco al capitalismo che “entra nei Paesi e li uccide. Non è che il modello viene applicato male. No. Il capitalismo funziona proprio così. Ammazza. Ma io non sono come quelli che hanno dato la propria vita per mantenere il welfare, io la mia non la regalo. Io combatto contro un sistema che ha trasformato il lavoro nel ricatto più feroce degli ultimi cento anni”.

Cambia di continuo tema, Grillo, seppure la politica nazionale sia il terreno privilegiato dei suoi anatemi. Renzi è definito “l’ebetino”, Berlusconi “lo psico-nano”, poi ecco il “Rigor Monti”. Per il leader M5S sono “tutti la stessa cosa, per questo dovete decidere se stare con noi o con loro, non ci sono alternative. Adesso i sondaggi ci danno all’89 per cento. Ci mancano 11 punti per prendere tutto il potere. E quando lo faremo, avvieremo subito indagini per capire quanti soldi tutte queste persone avevano prima di fare politica e quanti ne hanno accumulati nel frattempo. Il Movimento Cinque Stelle è formato invece da 12mila persone che sono sconosciute alla magistratura. Non abbiamo pendenze con la giustizia né condanne”.

Una volta e un’altra ancora, nel mirino di Grillo finiscono le banche: “Sono 147 in tutto il mondo e stanno in cima alla piramide che ha distrutto le nostre società. A questi istituti sono a loro volta legate 43mila multinazionali. Per restare in Italia, c’è Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, che ha preso una buonuscita di 40 milioni. Adesso è alla Monte dei Paschi di Siena, la banca svenduta e fatta a pezzi dal Pd”.

Grillo dice che Renzi ha alleggerito il peso del 416 bis (l’articolo del Codice penale sull’associazione di tipo mafioso) e l’ha fatto perché ormai il voto di scambio non è più solo in Sicilia, ma ovunque. In Val d’Aosta come a Siena. Il nostro Paese è morto. E l’abbiamo visto tutti sabato, quando lo Stato, per cominciare una partita, ha chiesto il permesso a Genny ‘a carogna. Renzi è ‘a menzogna. Se allo stadio ci fosse stato Pertini, a Genny avrebbe dato prima colpi di pipa, poi lo avrebbe mandato via a calci nel c…”.

Ancora: “Dal ’95 a oggi, rispetto ai soldi presi dal Pd col finanziamento pubblico ai partiti, c’è un ammanco di 22 miliardi su cui si fa finta di nulla. Noi vogliamo cambiare un sacco di cose. Noi vogliamo abolire anche il finanziamento ai giornali: gli editori prendono 190 milioni. Basta. Se uno vuole vendere quotidiani, segua la legge della domanda e dell’offerta. Cancelleremo anche l’Ordine dei giornalisti: non ha senso che sia una commissione di imbecilli a decidere se uno può scrivere o meno”.

Poco prima delle 21, la convention era stata aperta dal sindaco di Assemini, Mario Puddu. “Con un gruppo di amici abbiamo realizzato un sogno. Senza aver mai fatto politica, abbiamo vinto con una proposta nuova. Siamo il primo Comune sardo a essere amministrato dal Movimento Cinque Stelle”. Dopo di lui, la senatrice Manuela Serra e la deputata Emanuela Corda. La prima ha detto: “Studiamo giorno e notte, per voi”. La seconda: “Tutti a casa dopo il 25 maggio, Renzi sarà politicamente morto”. Quindi è il turno di Nicola Marini, il candidato sardo delle Europee (insieme a Giulia Moi): “Insieme stiamo andando lontano”. Verso le 23, quando la festa si sta concludendo, parla anche una consigliera regionale della Sicilia: “Vi prego, svegliatevi, se non l’avete ancora fatto”. Il ciao finale spetta a Grillo: “Vinciamo nosusu”, dice il grande capo, facendo il verso all’accento sardo come a inizio convention, quando sotto tiro è finito pure Gavino Sale.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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