Grillo, 10mila in piazza a Sassari. Oggi replica a Carbonia e Cagliari

Parte da Sassari il mini ‘Tsunami’ tour isolano di Beppe Grillo. Oggi sarà a Carbonia in Piazza Marmilla dalle 16, poi chiuderà a Cagliari in Piazza dei Centomila alle 21. Il Grillo visto ieri a Sassari è stato incontenibile, 45 minuti di monologo senza una pausa. Ha parlato a ruota libera sulla situazione precaria dell’isola.

“Con la parola lavoro qui hanno potuto fare tutto quello che hanno voluto. E vi hanno sempre imbrogliato. Devo stare attento a come parlo, non voglio parlare come un politico. Ormai le avete sentite tutte!”.

Secondo Grillo in Sardegna è successo di tutto. “Le cose qui accadono decuplicate, rispetto al resto del continente: i militari, le guerre simulate, l’energia, il vento, il sole, l’agricoltura. Hanno rubato tutto davanti ai vostri occhi mettendo dietro la parola ‘lavoro’!”.

Ricorda le battaglie fatte in tempi non sospetti, quando veniva in Sardegna nel 2007 a Decimoputzu per fare le battaglie con gli agricoltori, indebitati con le banche per una legge incostituzionale emanata dalla Regione Sardegna che ai molti sardi rimpatriati con una promessa di lavoro creò solo grane.

“Avete perso la vostra identità, ma la si può ritrovare solo se ognuno dedica un po’ del proprio tempo agli altri. Come faccio io ora. Solo se si riscopre il senso della comunità.”

Grillo parla a braccio, ma il suo è un monologo che si ripete, preparato per tutte le piazze d’Italia. La specificità della Sardegna si riflette nella condizione precaria dei pastori, che si vedono importare la carne dalla Romania e sulle gravissime condizioni ambientali dell’Isola, con le servitù militari (di cui domenica scorsa ha parlato anche il programma ‘Presa Diretta’ di Riccardo Iacona. ndr). E sulla chimica verde, che di verde, dice Grillo, non ha nulla.

“I soldi ci sono” dice Grillo, che propone il reddito minimo di cittadinanza per chi rimane indietro. “Iniziamo dai rimborsi elettorali, poi dagli stipendi dei parlamentari, poi ancora dall’accorpamento dei comuni, dall’abolizione delle Province e dello scudo fiscale, infine dalle pensioni d’oro”.

Seguito dal suo staff, composto da giovani per lo più volontari, il leader del M5S conosce alla perfezione le dinamiche della comunicazione. Viene seguito in diretta da un canale web, decide lui di andare in televisione. Per lo più è la televisione ad andare da lui. E lì dove viene criticato ribatte punto per punto ‘live’, sapendo che ‘repetita iuvant’. Gioca sul suo ruolo di comico prestato alla politica, con un unico obbiettivo: “Devono andare tutti a casa!”.

Davide Fara

 

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