Governo Merkel su Capo Frasca, interrogazione 5 Stelle. Cotti: “Pura logica colonialista”

Il senatore del Movimento 5 Stelle, Roberto Cotti, ha depositato oggi a Palazzo Madama un’interrogazione rivolta al ministro della Difesa. L’interrogazione, sottoscritta da altri 20 parlamentari del M5S, chiama in causa il ministro Roberta Pinotti sulle modalità con cui l’amministrazione militare italiana concede l’utilizzo dei poligoni militari dell’Isola alle Forze armate di altri paesi e più in generale della Nato.

Nell’interrogazione si chiede se il Ministro “sia a conoscenza della situazione se ritenga di poter confermare il contenuto delle risposte tecniche fornite dal governo tedesco all’interpellanza del 9 ottobre 2014, n. 18/2961, presentata dal partito della sinistra tedesca Die-Linke; di quali eventuali, ulteriori e diverse notizie o precisazioni disponga, per quanto di propria competenza, relativamente ai fatti descritti; in cosa consistano, più precisamente e nel dettaglio, gli Accordi tecnici tra il Ministero della difesa italiano e quello tedesco per l’uso del poligono di Capo Frasca ed in particolare quando e da chi siano stati sottoscritti”.

E ancora: “Se gli Accordi tecnici tra il Ministero della difesa italiano e quello tedesco per l’uso del poligono di Capo Frasca e/o altri poligoni militari della Sardegna prevedano l’esborso di canoni e corrispettivi economici da parte delle Forze armate tedesche, ovvero a quanto assommino e come vengano eventualmente reimpiegati tali proventi sul territorio sardo; se la Regione Autonoma Sardegna abbia inoltrato al Ministero della difesa richiesta per il rimborso delle spese sostenute per gli interventi di spegnimento incendi del 3 e 4 settembre 2013 nel poligono militare di Capo Frasca e se il Ministero intenda provvedere alla liquidazione e in quali termini; se sia a conoscenza dell’altissimo livello di rischio che le popolazioni e il territorio corrono nel caso di incidenti e/o contaminazione derivanti dalle esercitazioni condotte nei poligoni militari sardi da forze aree militari straniere; se in sede di autotutela intenda o meno inibire le attività militari e addestrative nei poligoni militari ricompresi in siti di importanza comunitaria appartenenti alla Rete Natura 2000, che tutela le aree naturali rilevanti ai sensi delle normative comunitarie per la salvaguardia degli habitat e dell’avifauna selvatica, in assenza di positiva conclusione della procedura di V.INC.A, (Valutazione d’Incidenza Ambientale) passibile di procedura di infrazione per la violazione della normativa comunitaria in materia”.

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