“Che c’entriamo noi con la zona franca?”. Ecco la beffarda lettera della Commissione europea a Cappellacci

Grazie per le sue lettere, ma noi con l’istituzione delle zone franche non abbiamo nulla a che fare. Visto però il suo grande interesse per l’argomento, faremo una telefonata al governo italiano per vedere che ne pensano. Le faremo sapere.

È questo, a grandi linee, il senso della lettera che Heinz Zourek, numero uno della Direzione generale fiscalità e unione doganale della Commissione europea, ha inviato al presidente della Regione Ugo Cappellacci in merito all’istituzione della zona franca in Sardegna. La missiva è datata 12 marzo 2013. E il capo dell’esecutivo si è ben guardato dal divulgarla. Per ovvi motivi.

In sostanza, come hanno fatto notare i consiglieri regionali del Psd’Az Giacomo Sanna e Paolo Maninchedda (che scrive tranchant: “A giocare su temi complicati, a far del diritto delle polpette al sugo da far piovere dal cielo, ci si espone al ridicolo”), Cappellacci ha sbagliato mira e ha inviato due missive alla persona sbagliata. Che, con i dovuti modi, ha fatto notare al governatore che la Commissione europea con la zona franca poco, se non niente, ha a che fare.

“La Commissione non ha la facoltà di trattare le richieste, formulate da una regione di uno Stato membro, intese a modificare il campo geografico di applicazione della legislazione doganale dell’Unione – scrive Zourek -. Analogamente, la Commissione non ha la facoltà di trattare domande riguardanti l’istituzione di zone franche. In effetti […] le zone franche possono essere designate dagli Stati membri senza l’intervento della Commissione”.

Finita qui? Macché. In risposta alle lettere vergate da Cappellacci e inviate alla Commissione l’8 e il 12 febbraio, Zourek ricorda pure che “i comuni di Livigno e Campione d’Italia non sono zone franche”, e tali comuni “non fanno parte del territorio doganale dell’Unione”.

E qui arriva la classica ciliegina, con uno Zourek probabilmente divertito – ma con il solito stile compassato dell’euroburocrate – che dà un consiglio al presidente Cappellacci. Giusto per farsi un’idea… “L’elenco delle zone franche esistenti – scrive il funzionario Ue – può essere consultato al seguente indirizzo internet”. Segue link. Come dire: in merito all’argomento, caro governatore, le mancano le basi.

E sempre per questo motivo Zourek ricorda che la Commissione ha adottato una proposta che ha come obiettivo il rinvio “a dopo il 24 giugno 2013” dell’applicazione del codice doganale aggiornato. Anche in questo caso, Zourek ricorda a Cappellacci che può consultare la proposta – e aggiornare le sue competenze – “al seguente indirizzo internet”.

Poi, è vero come ha ricordato il portavoce del presidente che il funzionario ha assicurato che sarà sua premura “contattare le autorità italiane per conoscere la loro posizione in merito”. E dopo che farà? Scriverà due righe a Cappellacci. Forse. Come se i funzionari della Commissione dovessero fare da tramite tra governi regionali e nazionali di uno stesso Paese. Gentile, il signor Zourek. Che però sulla zona franca in Sardegna nient’altro può fare.

Su questa partita l’impegno del presidente Cappellacci è innegabile, anche se i detrattori parlano di mera manovra da campagna elettorale, e pure mal riuscita. Per smentirli, forse basterebbe qualche consigliere un poco più informato sull’argomento. O forse no.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

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