Fondi ai gruppi, il gip su Murgioni: “Carte false senza remore”

Ecco l’ordinanza con la quale il gip Cristina Ornan, ha deciso l’arresto di Eugenio Murgioni, su richiesta del pm Marco Cocco.

“Eugenio Murgioni ha posto in essere un’attività di vero e proprio inquinamento probatorio cercando di formare falsi documenti giustificativi, al fine di precostituirsi delle prove da esibire poi agli inquirenti, e all’occorrenza, in giudizio”. Murgioni “ha dimostrato di essere privo di autocontrollo, cercando di indurre” il giornalista “Mario Sannino a firmare una falsa dichiarazione che doveva servirgli per motivare la spesa del denaro ricevuto dal gruppo di Fortza Paris”. Per queste ragioni, scritte nell’ordinanza del gip Cristina Ornano, l’ex consigliere regionale è stato arrestato ieri con l’accusa di peculato, per una somma di 43mila euro relativa alla legislatura 2004-2009.

Si era capito subito che Murgioni, ex sindaco di Castidias difeso dall‘avvocato Massimiliano Ravenna, fosse finito nel carcere di Buoncammino per aver tentato di modificare il quadro probatorio del pm Marco Cocco, titolare della doppia inchiesta sui fondi ai gruppi. E stando a quanto scrive il gip, Murgioni “non ha avuto remore a inquinare le prove nemmeno dopo la perquisizione subìta” il 14 luglio scorso nella sua casa di Castiadas.

Il giornalista pubblicista Sannino è stato di certo un testimone chiave nella ricostruzione dell’inquinamento probatorio di cui Murgioni è considerato responsabile. Perché l’ex consigliere regionale, attuale esponente dei Fratelli d’Italia, “approfittando della debolezza contrattuale di Sannino, ha cercato, con la promessa di denaro, di indurlo a commettere il delitto del favoreggiamento personale”.

È datato dicembre 2008 il primo incontro tra Murgioni e Sannino, avvenuto in Consiglio regionale, quando ormai era cominciata la campagna elettorale visto che l’allora governatore Renato Soru si era dimesso. Murgioni “aveva dato a Sannino un assegno di 7mila euro perché sul periodico che dirigeva, il Confesercenti informa, pubblicasse inserzioni elettorali”. I due pattuirono la restituzione dei soldi nel caso in cui la pubblicità politica non si fosse fatto nulla, come poi è successo. Tanto che, “qualche mese dopo le Regionali del 2009”, quando Murgioni venne rieletto per la seconda volta, “Sannino – si legge ancora nell’ordinanza – restituì al consigliere regionale i primi 2.500 euro” in contanti. Il giornalista, a sua volta, a garanzia del debito da 4.500 euro,  “consegnò a Murgioni un assegno di pari importo”.

Fino allo scorso giugno i due non si sono più sentiti. Poi l’ex sindaco, qualche giorno dopo l’avviso di garanzia ricevuto il 29 maggio scorso, cerca Sannino nella redazione del suo nuovo periodico, L’occhio del cittadino, e gli propone di fare carte false. Cioè di “dichiarare di aver curato per il gruppo di Fortza Paris uno studio sul territorio di Sestu”. E come raccontato da Sannino al pm, in quell’occasione Murgioni “dice al giornalista che i 4.500 euro li avrebbe potuti trattenere”, in cambio appunto della firma, “per garantirsi la prova di una spesa per finalità istituzionali, ma in realtà mai sostenuta”, scrive ancora il gip.

È in questo quadro che la Procura di Cagliari ravvisa l’inquinamento probatorio, imputando a Murgioni la responsabilità di una “condotta grave”, reiterata anche con altre due persone, per i quali l’ex consigliere regionale aveva preparato “analoghi falsi documenti per giustificare le spese ricevute dal gruppo”.

Domani c’è l’interrogatorio di garanzia per Murgioni che, con molta probabilità, si avvarrà della facoltà di non rispondere, come “già successo” lo scorso giugno quando l’ex sindaco – segnala ancora il gip, venne convocato in Procura dal pm Cocco, per poi redigere “una molteplicità di falsi documenti” che gli sono valsi l’arresto.

I 43mila euro contestati a Murgioni rappresentano la somma di “quasi mille euro che, con cadenza mensile e senza soluzione di continuità, il consigliere regionale ha ricevuto dal gruppo di Fortza Paris da settembre 2004 e sino alla fine della legislatura”.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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