Fondi ai gruppi, spese Pdl: 323mila euro in tv e pc. Anche schermo 3D

Una tv in 3D con schermo da 40 pollici e occhiali in dotazione. È questa una delle spese elencate in aula dal pm Marco Cocco nella nuova udienza del processo contro Mario Diana, l’ex capogruppo del Pdl arrestato nel 2013 per il presunto peculato in Consiglio regionale e adesso sul banco degli imputati. Ma il conto totale del partito per televisori, monitor e telefonia ha superato in due anni i “323mila euro“, sempre stando alla ricostruzione del pubblico ministero. Diana è presente in aula.

La tv 3D da 40 pollici era stata comprata da Trony nel 2010 per un importo di 699 euro. L’acquisto è venuto fuori durante l’esame di Pietro Pittalis, il successore di Diana alla guida del partito in Consiglio regionale (a partire dal luglio 2012 e sino a febbraio 2014), e per questo citato come teste dall’accusa.

Secondo i rendiconti dei fondi ai gruppi firmati da Diana relativamente alle spese del Pdl, risulta che tra marzo 2009 e luglio 2012 vennero acquistati “27 pc, 50 notebook, 81 software, 32 monitor, 45 attrezzature speciali, 53 stampanti e 106 telefoni-tablet”, ha detto il pm.

Il sostituito procuratore ha chiesto a Pittalis: “Lei ha mai visto suoi colleghi onorevoli seguire le sedute del Consiglio con gli occhiali 3D, tale da spiegare un acquisto simile?”. Pittalis ha replicato con un “no”, tra le risate del pubblico per la domanda del pm.

Diana è accusato di peculato per un importo vicino ai 250mila euro. Nel conto delle spese anche i 20.673 euro spalmati in tre anni per le penne Montblanc, ha ancora spiegato in aula il pm. Il giudice del processo è Claudio Gatti.

Dopo l’interrogatorio di Pittalis, il pm ha continuato con l’esame di Paola Giuntelli, anche lei citata come teste dall’accusa. La donna è l’imprenditrice dell’hotel Flamingo di Pula incaricato dall’ex consigliere regionale Carlo Sanjust di organizzare il proprio banchetto di nozze alla passeggiata coperta del Bastione di Cagliari. La Giuntelli venne già sentita in Procura il 7 ottobre 2013, appena prima che scattarono gli arresti di Diana e Sanjust, i primi due onorevoli finiti in manette per l’inchiesta sui fondi ai gruppi.

Alessandra Carta
@alessacart on Twitter

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