Deputati e senatori sardi: chi frequenta il Parlamento (e chi no)

Percentuali bulgare per Cucca (Pd), Cotti (M5S) e Uras (Sel), presenti al 99% delle sedute. Ma c’è anche chi in Parlamento non c’è mai andato. O quasi.

Cambia il premier, cambiano i ministri e cambiano pure i sottosegretari. Il primo si conosce, la squadra che lo accompagna pure. La scacchiera ancora da comporre è quella dei cosiddetti ‘posti di sottogoverno’: assegnati secondo prassi delicata e in ossequio ai rapporti di forza interni alla maggioranza, rimangono sempre molto ambiti. Basta ricordare la soddisfazione del Pd sardo quando Enrico Letta, solo pochi mesi fa, nominò Paolo Fadda sottosegretario alla Salute, in odor di riconferma anche con Renzi. Oggi, in testa alla classifica dei papabili c’è Giulio Calvisi.  

Ma se si archiviasse il classico criterio dell’appartenenza partitico-correntizia e si puntasse solo sull’impegno, chi sarebbero i papabili? Un aiuto arriva dai dati sulla partecipazione dei parlamentari ai lavori delle Camere dal 15 marzo 2013 al gennaio scorso (guarda). In linea di massima, deputati e senatori sardi sono degli assidui frequentatori di Montecitorio e Palazzo Madama. Con qualche eccezione. Mauro Pili, ad esempio, racimola appena il 18% di presenze. Meno di una seduta ogni cinque convocate. Peggio di lui era riuscito a fare solo il deputato (a tempo perso) Luca Barbareschi: eletto in Sardegna con il Pdl alle Politiche del 2008, toccò una media di assenze dell’88%, con punte del 100%. Ma con lo stipendio puntualmente accreditato.

Così alla Camera: i ‘buoni’… 

I dati sono calcolati in base al numero di sedute con votazione elettronica o verifica del numero legale e la percentuale indicata comprende anche le missioni autorizzate. Non si tiene conto, ad esser precisini, di eventuali ‘pianisti’, ovvero i parlamentari che votano al posto del collega assente. In ogni caso: il primo posto spetta al forzista Paolo Vella, che ha partecipato a 3.043 votazioni su 3.170. Si parla del 96% delle sedute. Seguono a ruota Pierpaolo Vargiu, esponente dei Riformatori sardi eletto con Scelta civica (93,5%) e Caterina Pes (92,8%). Poi: Giovanna Sanna (Pd, 91%), Lello Di Gioia (Psi, 88,8%) e Andrea Vallascas (M5S, 88%).

e i ‘cattivi’

Chi invece spesso diserta le sedute della Camera è Mauro Pili, eletto tra le fila del Pdl e transitato nel Gruppo misto. Il candidato (sconfitto) alla presidenza della Regione varca la soglia di Montecitorio molto raramente: ha partecipato a 579 votazioni su su 3.170 sedute, con una percentuale di presenze del 18%. Un dato nemmeno lontanamente paragonabile al 56,2% di Roberto Capelli (Centro democratico), secondo in classifica. In terza posizione c’è Siro Marrocu, del Pd, con il 62,8% presenze.

Così al Senato (tutti più o meno ‘buoni’) 

Il record di presenze assolute spetta a Giuseppe Cucca, già consigliere regionale del Pd, che su 2.932 sedute ne ha perso appena 11 e incassa una percentuale di presenze pari al 99,6%. Cucca è tallonato da Roberto Cotti, del Movimento 5 Stelle e Luciano Uras, di Sel, entrambi al 99%. Seguono Ignazio Angioni (Pd, 98%), Emilio Floris (Forza Italia, 94%) e Manuela Serra (M5S, 90%). Si rimane su percentuali abbastanza elevate anche in coda alla classifica: il segretario regionale del Pd Silvio Lai non supera il 79% mentre il collega di partito Luigi Manconi si ferma al 78%.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

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