Deposito nucleare, la rivolta dei sindaci. Onnis: “Basta con imposizioni di Roma”

“Quando lo Stato italiano guarda alla Sardegna, i sardi hanno da temere”. Comincia così la dichiarazione di Maurizio Onnis (nella foto) sul verdetto della Sogin, la spa con sede a Roma che ha ufficializzato la mappa dei Comuni “idonei” a ospitare il Deposito nazionale delle scorie nucleari. Onnis, sindaco di Villanovaforru, è stato oggi la priam fascia tricolare a prendere posizione contro i quattordici siti individuati nell’Isola e spalmati in ventidue centri.

Onnis ha pubblicato innanzittutto un post su Facebook, nel quale ha scritto ancora. “La notte scorsa è stata pubblicata la ‘Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi)’ allo stoccaggio delle scorie prodotte nei decenni passati dalle centrali nucleari della Penisola. In altre parole, ci si prepara a costruire il deposito in cui tali scorie verranno conservate per sempre. La Corona de Logu, assemblea degli amministratori locali indipendentisti sardi, esprime la sua assoluta contrarietà al progetto. Niente e nessuno potranno convincere il nostro popolo a sobbarcarsi il peso della custodia dei rifiuti nucleari. Un popolo mai consultato e mai ascoltato sulle questioni che più contano e lo riguardano rigetta senza alcun appello il progetto di Roma. Tocca ai sardi decidere del proprio destino. Basta con l’imposizione di politiche dall’alto! Basta!”.

Sentito da Sardinia Post, il sindaco aggiunge ancora: ” sardi hanno il diritto di decidere del proprio destino. Cederlo significa anche scoprire, da un giorno all’altro, che possono metterti in casa montagne di scorie nucleari. Allo stesso tempo – prosegue Onnis – devo evidenziare l’assoluta mancanza di capacità negoziale della Regione. La cosiddetta ‘autonomia’ non garantisce ai sardi alcun margine di libertà nelle scelte che contano davvero. Aggiungiamoci l’acquiescenza dei governanti regionali ai governi romani: il risultato è un’isola supina ai capricci di Roma”.

Onnis lancia un appello. A tutti i sardi, perché l’opposizione alla discaric a nucleare sia battaglia civica prima ancora che politica: “Possiamo e, direi, dobbiamo iniziare a ragionare in una prospettiva che ci veda protagonisti ed artefici del buon vivere nella nostra isola”.

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