Cemento sulle elezioni

L’ultimo atto della campagna elettorale di Ugo Cappellacci potrebbe compiersi venerdì nell’ultima riunione della giunta regionale: l’approvazione del nuovo Piano paesaggistico, il contestato strumento urbanistico che il governo ha impugnato davanti alla Corte costituzionale.

Un atto di pura propaganda che ha scatenato la reazione delle associazioni ambientalista e dei candidati alla carica di governatore. Eccezionalmente tutti concordi – da Francesco Pigliaru a Michela Murgia, da Mauro Pili a Pier Franco Devias – nel giudicare la mossa di Cappellacci inopportuna e poco responsabile. Un modo per accendere i riflettori su se stesso alla vigilia del voto.

Una fretta sospetta, accompagnata da un decisionismo inusuale. Il governatore uscente è giunto a minacciare il commissariamento degli uffici che ancora non hanno fornito la Valutazione di impatto ambientale.

Come si ricorderà, l’annuncio del nuovo Ppr, ribattezzato “Piano paesaggistico dei sardi” fu l’atto inaugurale della lunghissima campagna elettorale del governatore uscente. E subito suscitò la reazione del governo che ha accusato la Regione di non aver rispettato le norme che impongono la copianificazione. Uno scontro che meno di un mese fa ha determinato l’impugnazione della programmazione urbanistica regionale davanti alla Consulta.

La tragedia del novembre scorso a Olbia, che rese evidenti i danni della cementificazione del territorio, sembrava aver frenato l’iniziativa del governatore. A due settimane dalla pubblicazione del nuovo Ppr sul Buras (avvenuta il 31 ottobre) l’alluvione chiarì la necessità di procedere con estrema attenzione e prudenza nella pianificazione urbanistica per evitare i tanti errori del passato. Non era così.

Una “operazione spregiudicata” e puramente elettoralistica, secondo il presidente del Gruppo d’intervento giuridico Stefano Deliperi. Una decisione che, assunta mentre è ancora aperto il conflitto col governo, ha il solo risultato di “esaltare l’incertezza”, secondo Francesco Pigliaru. Il pessimo atto finale di cinque anni di pessima amministrazione, a giudizio di Michela Murgia.
Critico anche, in una dichiarazione a l’Unione sarda, il presidente dell’Ordine degli ingegneri Gaetano Nastasi: “la nostra posizione fin dall’inizio è stata chiara: temi importanti come questo andrebbero gestiti lontano dalla campagna elettorale”.

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