Audizioni lampo per la legge omnibus, allarme dei sindacati sui tempi per l’ok

Si corre in Consiglio regionale per le audizioni lampo sulla legge omnibus contenente la variazione di Bilancio da 300 milioni di euro: ventidue rappresentanti di forze sociali e produttive da ascoltare in commissione Bilancio del Consiglio regionale in poco più di tre ore.

A cominciare dai segretari dei sindacati confederali che stamattina hanno posto subito l’accento sulla tempistica, “perché il ritardo nell’esame, nell’approvazione e nell’entrata in vigore della legge metterebbe a rischio non solo la spesa delle risorse entro la fine dell’anno ma, soprattutto, potrebbe ‘ingolfare’ la macchina regionale con provvedimenti amministrativi di attuazione che finirebbero per sovrapporsi alle procedure della nuova legge di stabilità”.

Pericoli concreti e da evitare, “soprattutto nel momento in cui è necessario chiudere la lunga fase emergenziale e accompagnare la ripresa con una solida programmazione frutto anche di un confronto molto più serrato fra istituzioni regionali, parti sociali e portatori di interesse”.

A margine delle audizioni, di tempi di approvazione ha parlato oggi anche il presidente dell’Assemblea Michele Pais che ha lanciato un appello alle forze politiche: “Gli argomenti contenuti nel testo della legge omnibus sono troppo importanti per dilatare i tempi. Dobbiamo accelerare l’iter per consentire all’Aula di approvare la proposta di legge entro i primi giorni di ottobre”. Infatti, “se la legge non dovesse essere approvata con la massima celerità, i fondi rischiano di andare in economia”.

Nel merito del testo, il segretario della Cgil Samuele Piddiu ha evidenziato “lo squilibrio tra risorse assegnate alle imprese e quelle previste per i lavoratori”. Inoltre, “gli stessi fondi destinati alle imprese seguono la logica degli interventi a pioggia”. Anche il segretario della Cisl Gavino Carta ha insistito sullo stesso squilibrio, “figlio di una politica che semplifica le cose con il ricorso ai contributi provando ad aggirare la complessità del mondo del lavoro”.

Per Francesca Ticca (Uil) “la Sardegna ha bisogno di risposte più forti e da questo punto di vista il tempo è e sarà sempre più un fatto determinante: bisogna avviare una nuova stagione di investimenti e puntare molto sul potenziamento del sistema di istruzione e formazione”.

Confsal e Ugl, infine (hanno parlato rispettivamente Elia Pili e Francesco Cabras), hanno auspicato nel quadro di un confronto che deve essere più incisivo, la sollecita approvazione della legge e interventi di sburocratizzazione dell’apparato amministrativo regionale.

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