“Credo sarebbe utile, seppur non consuetudine, se oggi votassimo un ordine del giorno per ribadire le richieste di attenzione al problema degli attentati agli amministratori locali, rafforzando le istanze già avanzate dagli Enti locali”. Lo ha proposto il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, aprendo la seduta congiunta con il Consiglio delle Autonomie locali (Cal). “In un quadro di gravissima crisi economica e sociale è purtroppo evidente che proprio i sindaci sono le figure più esposte perché in prima linea ad affrontare con mezzi, sempre meno adeguati, le difficoltà – ha spiegato il numero uno dell’Assemblea – Lo ribadisco, i sindaci non possono essere lasciati soli a garantire la legalità e l’imparziale amministrazione”. Ganau ha ricordato “l’ennesima assemblea dei sindaci” svoltasi la scorsa settimana ad Abbasanta che ha avuto come tema proprio gli attentati contro gli amministratori locali. “Colgo l’occasione – ha sottolineato il presidente – per rinnovare la solidarietà mia personale e di tutto il Consiglio al sindaco di Desulo ma con lui a tutti, troppi, amministratori locali che hanno subito vigliacchi atti di intimidazione, che mettono a rischio la loro incolumità e purtroppo anche quella dei propri familiari per il solo fatto di svolgere un impegno civico in favore della comunità”. “È da troppo tempo – ha osservato Ganau – che sentiamo di leggi che dovrebbero tutelarli, di interventi di intelligence, di osservatori sugli attentati e dall’altra invece registriamo un impoverimento progressivo della presenza dei presidi delle forze dell’ordine nella nostra isola e più in generale di quei presidi che rappresentano una testimonianza della presenza dello Stato e della vicinanza delle istituzioni centrali nel nostro territorio”.
“I sindaci non possono essere lasciati soli”. Lo ha ribadito anche il presidente del Consiglio delle autonomie locali (Cal), Giuseppe Casti, nella seduta congiunta con il Consiglio regionale a proposito dell’escalation di attentati agli amministratori locali. Casti ha definito “preoccupante l’ondata di violenza che colpisce gli amministratori pubblici. Troppo spesso i sindaci, sopratutto dei centri minori, finiscono nel mirino di attentatori. Gesti che non solo condanniamo duramente ma che richiedono una risposta concreta e decisa dello Stato”. “Ancora una volta – ha sottolineato – le amministrazioni comunali e le autonomie locali devono rimarcare il difficile e duro lavoro che si deve svolgere in quella che volgarmente viene definita la prima linea. Da tempo i Comuni sono diventati, per forza di cose, i principali referenti dei cittadini che spesso, però, portano alle amministrazioni anche istanze che appartengono propriamente agli Enti sovraordinati più difficilmente raggiungibili. E da tempo si assiste a una graduale ritirata dello Stato con la chiusura delle strutture periferiche lasciando soli gli amministratori locali”. Secondo il presidente del Cal, “la mancanza di risorse e i tagli progressivi che si sono registrati nel corso degli anni, non fanno altro che colpire l’anello più debole: il cittadino e i servizi che vengono a questi erogati, finendo per trasformare le istituzioni periferiche in una sorta di imbuto e comunque rendendo lo stesso lavoro degli Enti locali più difficile, anche per la circostanza che spesso devono fare da intermediari tra il cittadino e gli altri Enti”.