Calabresi: Mieli, ‘ho chiesto scusa per firma manifesto intellettuali, pochi l’hanno fatto’

Milano, 17 mag. (Adnkronos) – “Non posso dire niente a mia discolpa su quel manifesto, sia chiaro. Solo che ho tardato a scusarmi in pubblico. L’unica cosa che dico a me stesso è che l’ho fatto senza essere sollecitato, prendendo carta e penna, una volta che rispondevo a una lettera di un lettore del Corriere, senza essere direttore del Corriere”. E’ il giornalista Paolo Mieli, ex direttore del Corriere, a ‘confessarsi’ durante un evento organizzato per la commemorazione dei 50 anni dall’assassinio del commissario Luigi Calabresi. Mieli torna su quel manifesto di intellettuali che all’epoca aveva individuato nel commissario il vero responsabile della morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli.

“Ho spiegato perché per me fosse un errore, una cosa dolorosissima firmare e riflettere dopo su quel manifesto. Però, ho notato, saranno state 800 persone che l’hanno firmato il manifesto: io ero il più giovane forse, c’era il fior fiore della cultura di sinistra italiana. Nomi che non voglio rifare adesso. Credo che su 800 solo 8 si siano scusati, forse 9. E per iscritto, che mi risulti, solo io. Lasciarlo per iscritto vuol dire anche motivarlo”. Per Mieli, “è importante anche rivendicare lo spirito di quel tempo. Era un manifesto duro, con parole orribili nei suoi confronti. Non è una scusante, ma c’era una fabbrica di manifesti a quell’epoca che avevano tutti come epicentro la sinistra extraparlamentare. Dopo credo di non averne più firmati, ma all’epoca ne ho firmati parecchi dello stesso tenore”.

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