NETfficient, il progetto europeo con radici sarde per una ‘comunità intelligente’

Creare una “comunità intelligente” questo è il concetto principale che sta alla base del progetto europeo NETfficient a cui partecipano il Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica dell’Università di Cagliari e il CRS4. L’obiettivo è quello di trasformare la rete di distribuzione elettrica dell’isola di Borkum, in Germania, in una “Smart Grid”, una rete intelligente, con la prospettiva di rendere questo tipo di investimento redditizio e replicabile nei diversi Stati europei, tra cui l’Italia e la Sardegna.

I presupposti. La prospettiva di un precoce esaurimento delle fonti energetiche non rinnovabili e la rapida evoluzione del mercato  faranno sì che, un domani, diventerà sempre più importante la produzione e lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile. Ma la vera sfida che l’industria energetica si trova oggi ad affrontare è il fatto che le fonti rinnovabili sono soggette a forti oscillazioni a causa delle mutevoli condizioni ambientali che impediscono un utilizzo “continuativo” e costante.

Il progetto. NETfficient affronta questa sfida e cerca di portare innovazione nel modo di utilizzare e distribuire l’energia. Come? Sviluppando tecnologie per l’accumulo dell’energia elettrica ed un sistema di gestione della stessa in modo intelligente che consente la realizzazione di una rete intelligente. Il risultato sarà un sistema elettrico che consentirà a livello locale un uso razionale dell’energia sia consumata sia prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

Test. NETfficient sarà sperimentato nell’isola di Borkum, nel Mare del Nord della Germania ed interverrà sulla rete attraverso cinque fasi. La prima interesserà la gestione degli scambi elettrici con il continente europeo attraverso la realizzazione di un sistema di accumulo centralizzato in media tensione. La seconda: la gestione intelligente dei consumi domestici, quaranta abitazioni saranno dotate di pannelli fotovoltaici, di sistemi di controllo intelligente e di accumulatori elettrici. La terza: si interverrà su un edificio pubblico dotandolo di pannelli fotovoltaici, di smart meter e di accumulatori elettrici. Sarà coinvolto, con la quarta fase, anche un viale cittadino e sarà dotato di un sistema di illuminazione a led a basso consumo. Infine si interverrà sulla regolazione termica di un grande acquario presente sull’isola utilizzando pannelli fotovoltaici e pompe di calore.

Smart community. Questo è il punto centrale dell’intero progetto: la promozione del concetto di “comunità intelligente”. Un concetto molto simile a quello di città intelligente, meglio noto come “smart city”, di cui tanto si parla in questi ultimi anni. Il minimo comune denominatore è quello che entrambi includono le tecnologie informatiche (ICT) nella vita di tutti i giorni. La differenza tra i due concetti consiste nel fatto che nelle smart city l’attenzione è posta sull’infrastruttura che si intende migliorare mentre nelle smart community si sposta sul coinvolgimento diretto e volontario della popolazione, per una gestione comune e partecipata delle infrastrutture e delle risorse per mezzo delle tecnologie informatiche.

Vantaggi per il cittadino. Tutti i sistemi verranno gestiti in maniera sinergica di modo da rendere gli scambi di corrente con il continente economicamente il più vantaggiosi possibile per la popolazione d Borkum. “L’energia, infatti, non ha sempre lo stesso valore nel mercato elettrico”, sottolinea l’ingegner Luca Massidda, responsabile del gruppo Smart Energy Systems del CRS4 e referente dell’ente di ricerca del progetto. E aggiunge: “Il discorso è complesso ma per semplificare diciamo che quando c’è abbondanza di offerta di energia rispetto alla domanda, ad esempio a mezzogiorno di una giornata estiva, senza nubi e ventosa, questa vale di meno; viceversa quando la domanda aumenta e l’offerta diminuisce, in una giornata piovosa e senza vento, questa vale evidentemente di più. I sistemi di accumulo energetico, sia centralizzato, che distribuito nelle abitazioni e negli edifici coinvolti, saranno utilizzati anche per trarre vantaggio economico accumulando energia quando questa vale poco per rivenderla quando il prezzo sale. Da qui il vantaggio economico per la popolazione”.

Il paragone con la nostra Isola. Borkum è una piccola isola a forte vocazione turistica con 5mila abitanti in inverno che si moltiplicano per sei in estate. Ha due turbine eoliche, un impianto fotovoltaico di medie dimensioni e diversi impianti fotovoltaici domestici. In una giornata estiva, ventosa e col cielo terso, questi impianti possono arrivare a soddisfare la metà circa del suo fabbisogno energetico; il resto è garantito dal collegamento elettrico con la rete tedesca ed europea. Anche la Sardegna ha caratteristiche simili, ma su una scala centinaia di volte maggiore. “La rete elettrica della nostra regione è molto più complessa, tuttavia quello che si sta realizzando a Borkum potrà essere replicato immediatamente anche in scala maggiore in tutta Europa e, quindi, anche nel nostro territorio a partire dagli interventi nelle abitazioni o sugli edifici, per esempio, o per l’illuminazione pubblica”.

Obiettivo europeo. Il progetto sposa in pieno le linee guida stabilite dalle autorità europee per lo sviluppo del settore e che la Regione Sardegna sta perseguendo. “Il recente piano energetico e ambientale della Regione Sardegna” conclude l’ingegner Massidda “è pienamente in linea con le politiche comunitarie, e punta fortemente sull’evoluzione delle nostre infrastrutture energetiche in chiave “smart”. Penso che la nostra regione sia un laboratorio ideale per lo sviluppo di queste tecnologie. La Regione non solo può aggiornare le proprie infrastrutture ma può creare modelli di sviluppo sociale e imprenditoriale che possono avere un mercato molto più vasto di quello locale”. NETfficient è un progetto europeo finanziato dalla Commissione Europea che coinvolge 13 partner da tutta Europa appartenenti sia al settore della ricerca che ricerca che al settore industriale.

Alessandro Ligas

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