VIDEO. Sopresa, è tornato il ghiro sardo: in un documentario le immagini in anteprima

Il ghiro sardo è tornato i boschi barbaricini: lo confermano le immagini presentate questa mattina alla Cineteca Sarda di Cagliari da Fabrizio Vella, esperto in cultura e tradizioni isolane e appassionato di scienze naturali. Riprese in notturna e immagini realizzate con potenti obiettivi mostrano l’animaletto nel suo habitat naturale, i boschi di Urzulei: piccola anteprima di un documentario che sarà presentato nella versione completa in autunno.

Il glis glis melonii, sottospecie sarda del ghiro, si credeva estinto sin dagli anni Quaranta: la deforestazione dell’isola e i cacciatori che vendevano le carni e la pelliccia del piccolo roditore ne avevano causato la scomparsa definitiva dall’isola. O almeno così si credeva: avvistato nel 2006 dalla naturalista Maria Agostina Cavia e documentato dal fotografo Domenico Ruiu nel libro “Il Supramonte” edito da Il Maestrale, oggi il ghiro sardo sembra essersi nuovamente accasato tra le querce delle campagne barbaricine.

“Nel 1996, mentre intervistavo alcuni anziani per la ricerca su un villaggio scomparso, ho iniziato a raccogliere notizie su questo animale che credevamo estinto – sottolinea Fabrizio Vella, curatore del documentario insieme all’operatore video Marco Loi – i pastori e i cacciatori di Urzulei ricordavano che fino agli anni Quaranta il ghiro si incontrava facilmente. L’ultimo cacciatore di ghiri, Taniele Cabras, è morto pochi anni fa: raccontava che la sua pelliccia era molto ricercata, soprattutto nella penisola, e si vendeva per 10 lire al pezzo”.

GUAARDA IL VIDEO PROMO DEL DOCUMENTARIO

Il ghiro sardo, classificato per la prima volta dallo studioso inglese Thomas nel 1907 come Glis Glis melonii, appare leggermente più grande del ghiro comune da cui si distingue anche per la pelliccia grigio-cinerina. “Ora che sappiamo che questa sottospecie è ricomparsa sui boschi sardi – si augura Vella – sarebbe opportuno uno sforzo delle istituzioni perché venga protetta come merita: non possiamo rischiare di perdere una testimonianza così preziosa sulla biodiversità in Sardegna”.

Francesca Mulas

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