Sassari, il quadro del ragazzo prodigio cerca sponsor (e donazioni) per il restauro

Per secoli è rimasto appeso su una parete della chiesa delle monache Cappuccine a Sassari, quasi sconosciuto alla maggior parte dei sassaresi, poi in questi mesi c’è stata la luce della ribalta grazie alla mostra su “Caravaggio e i caravaggeschi”. Così il “Martirio di San Gavino” di Mattia Preti è riemerso dall’oblio, decisamente acciaccato dal tempo, tanto da aver bisogno di un restauro urgente che lo riconsegni non solo alla sua bellezza, ma anche a tutta la città e la Sardegna. Per questo motivo è stata organizzata una raccolta fondi di cui si sono fatti promotore l’associazione Sassari Risorgimento, la Curia e il Comune di Sassari che ha predisposto un conto corrente su cui i cittadini potranno, se voglio, effettuare un bonifico, specificando ovviamente la causale del versamento. “Ci rivolgiamo ai sassaresi di buona volontà”, hanno sottolineato stamattina gli ideatori dell’iniziativa che ricalca per certi versi quella fatta per gli affreschi della Basilica Superiore di Assisi danneggiati dal terremoto. L’operazione, come ha sottolineato Keith Sciberras, massimo studioso di Mattia Preti, non è impossibile, e dovrebbe aggirarsi intorno ai 10mila euro, anche Vittorio Sgarbi, curatore della mostra sassarese, ha sottolineato come il dipinto “sia una scoperta straordinaria ed è un bene di primissimo valore che necessita di interventi volti alla sua ottimale conservazione”.

Ragazzo prodigio, Mattia Preti fu uno di quegli artisti che nella prima metà del Cinquecento – era nato nel 1613 – si fecero travolgere dal turbine della potenza pittorica di Caravaggio. Come il suo maestro putativo, ebbe un’esistenza errabonda, anche se decisamente meno avventurosa: dalla natìa Calabria finì a Roma, all’epoca centro propulsore di qualsiasi novità, per poi spostarsi a Napoli e infine a Malta, a La Valletta, dove morì dopo essere diventato cavaliere di Malta nel 1699. “Il martirio di San Gavino” fu eseguita intorno agli anni 40 del XVI secolo, un decennio prima della pubblicazione della passione dei martiri turritani di Antonio Cano, e presenta tutti i tratti tipici delle sue composizioni migliori: luce che comprime gli spazi e intensifica così i chiaroscuri e la drammaticità della scena, gusto teatrale.

Nei prossimi giorni, appena terminato l’iter tecnico necessario per l’apertura del conto, sul sito del Comune saranno pubblicate le coordinate per i versamenti.

Francesco Bellu

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