Paura e speranza, all’Exma di Cagliari la mostra Geografie Umane

L’uomo consuma la sua esistenza su un filo sospeso nell’abisso dell’incertezza, talvolta si affaccia sul baratro con consapevolezza, altre con sconcertato abbandono. Questo il leit motive della mostra collettiva Geografie Umane, terza tappa del progetto triennale Sguardi sul mondo attuale – Arte contemporanea internazionale da una collezione privata in Sardegna, presentata domenica 25 febbraio al centro comunale Exma di Cagliari (nella foto di anteprima l’inaugurazione).

Il collezionista Antonio Manca ha voluto condividere con la città le opere di 24 artisti, tra cui Franko B, Matteo Basilé, Joseph Beuys, Yannis Bournias, Daniele Buetti, Franco Fontana, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Robert Gligorov, Tilman Hornig, Urs Lüthi, Emanuele Magri, Francis Naranjo, Paolo Navale, Hermann Nitsch, Erwin Olaf, ORLAN, Lucy+Jorge Orta, Odinea Pamici, Panamarenko, Roberto Pugliese, Tamara Repetto, Franck Scurti, Lamberto Teotino.

La mostra, che resterà aperta fino al 20 maggio prossimo, “si incentra sul rapporto controverso e complicato dell’uomo con la sua contemporaneità – sottolinea la curatrice Simona Campus – e affronta attraverso l’occhio creativo degli artisti i problemi, le paure e le angosce che la quotidianità comporta”. La sinergia tra il Consorzio Camù, promotore dell’evento, il lavoro di allestimento ideato da Salvatore Campus e la volontà precisa di Antonio Manca hanno permesso che Cagliari goda di uno squarcio fondamentale per la comprensione e la conoscenza dell’arte contemporanea di respiro internazionale.

Basterebbe citare anche solo Orlan, celebre performer francese, che ha fatto del suo corpo tavola pittorica e altare sacrificale su cui realizzare concetti altrimenti astratti quali l’alienazione e la profonda umanità, il senso di appartenenza ad un mondo caduco, effimero, pieno di ipocrisie più o meno svelate, per descrivere l’importanza di questa mostra. Gli ultimi decenni hanno visto il corpo e la sua trasformazione come una inevitabile conseguenza dell’interazione con l’ambiente al centro dei dibattiti artistici e non solo. Il genio creativo si pone le domande che fuggiamo nel quotidiano e ce le restituisce crude, inesorabili ma anche compassionevoli.

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Fotografia, pittura, installazione e performance si intersecano in un concept a volte inquietante altre pieno di speranza. La riflessione viaggia da artista ad artista con elegante semplicità, abbracciando estremi come le foto di Matteo Basilè, così profondamente reali, influenzate dal classico chiaroscuro di Caravaggio, fino alla disturbante visione della passerella fashion chiazzata dal sangue di Franko B in occasione di una sua performance a Bruxelles. Compostezza e equilibrio anche nei contrasti natura/uomo/macchina che in forme diverse e altrettanti materiali raccontano di una lotta non sempre indolore per la sopravvivenza. Su tutto, come un monito, una celebre frase di Joseph Beuys: “L’uomo e la natura, con animo riconciliato, costruiranno un mondo vero”.

Geografie Umane si arricchirà di appuntamenti fino al suo termine: incontri con gli artisti, seminari, attività didattiche e anche nuove opere entreranno a far parte del percorso espositivo aggiungendo tasselli ad un lavoro ben costruito, ragionato e di grande impatto emotivo.

(Foto di Antonio Manca e Consorzio Camù)

Giacomo Pisano

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