Jazz Expo, edizione numero 41. Evento a Cagliari tra concerti, mostre e laboratori

Ha inaugurato ieri la 41esima edizione di European Jazz Expò. Uno dei festival sardi più longevi, tra centinaia di location e artisti leggendari. Nonostante sia nato nel lontano 1980, il percorso dell’evento è ancora vivo e pulsante. Nel corso dei decenni ha prodotto live, un’etichetta discografica, un jazz club e una fitta rete di collaborazioni. Gli scambi fruttuosi, cementati anche da solide amicizie tra gli organizzatori, hanno permesso a grandi nomi della scena jazz mondiale di calcare i palchi dell’Isola.

L’edizione 2021 vuole ricordare una delle figure fondamentali di questo processo di promozione e diffusione del jazz: come il già celebrato Alberto Rodriguez (nel 2019), a dare una svolta all’offerta musicale in Sardegna è stato l’indimenticato Isio Saba, scomparso nel 2013. Personaggio carismatico, Saba, nato a Ozieri, ma trasferitosi appena ventenne a Roma, negli anni ’70 apre la sua casa a grandi artisti (e amici) come il trombettista Lester Bowie e i musicisti dell’Association for the advancement of creative musicians, grazie alla quale presentò alcune delle grandi stelle americane in Italia e in Europa.

All’inizio degli anni ’80, nei cartelloni delle rassegne isolane cominciano a circolare alcuni nomi che prima di allora non avevano mai varcato i confini di quella terraferma ancora troppo distante, ma le aspirazioni degli organizzatori sardi trovano presto terreno fertile nel disegno di Saba. Un progetto che ha un effetto dirompente sul territorio: la Sardegna si fa finalmente largo tra le mete più ricercate per gli entusiasti spettatori del jazz.

Massimo Palmas, fondatore di Jazz in Sardegna, in una nota ricorda il fotografo ozierese, invitando tutti a rievocare il sogno di Saba, quella necessaria persistenza della memoria che intreccia le storie degli animatori dell’Isola e li proietta verso un futuro di innovazioni brillanti. Alcuni degli scatti di Saba, per tutto il periodo del festival, saranno esposti all’aeroporto di Cagliari Elmas e all’esterno dell’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, una delle sedi degli spettacoli.

Tra concerti, showcase, big band e laboratori, la struttura di questa quarantunesima edizione vuole rendere omaggio alla propria storia sotto il segno di Saba e Rodriguez. Dal progetto di difesa e valorizzazione dei grandi ensemble orchestrali, alla presenza di musicisti sotto l’etichetta S’Ard Music, sino alla collaborazione con festival nazionali e un gemellaggio con l’Acción Cultural Española, il ricchissimo cartellone si prepara a decollare sino a domenica 17 ottobre. Dave Hollan e John Scofield fanno capolino nella lunga lista di attesissimi ospiti, accanto a nomi altrettanto apprezzati come quello di Gavino Murgia, Butcher Brown, Emmet Cohen e Avishai Cohen.

Durante la prima serata, le due big band dei nostrani Paolo Carrus e Paolo Nonnis, dirigono due differenti (almeno in parte) formazioni che fanno riferimento, la prima, alla musica e canti tradizionali sardi in chiave jazz, la seconda, alla produzione sconfinata e conosciutissima di Stan Kenton. A chiudere questa prima serata il quartetto spagnolo di Chano Domínguez e Antonio Lizana, che uniscono il flamenco al jazz con risultati a dir poco sorprendenti. Il festival prosegue questo venerdì con Emmet Cohen, Francesca Corrias & Sunflower, Gavino Murgia in trio e il secondo concerto in collaborazione con Acción Cultural Española, Carles Benavent, Tino di Geraldo e Jorge Pardo.

Martina Serusi

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