Il Pergola village nel centro di Orani. Rivive con Boeri il sogno di Nivola

di Andrea Tramonte

Le facciate bianche e lo zoccolo azzurro. E poi le pergole verdi a collegare le abitazioni del centro storico, con l’idea di esaltare il legame comunitario degli abitanti del paese a partire dalla piazza simbolo di Orani, piazza Mazzini, luogo che gli abitanti chiamano “su postu” e dove gli oranesi si incontrano in occasione della Pasqua. Il paese barbaricino ha recuperato e rielaborato un progetto degli anni Cinquanta di Costantino Nivola pubblicato all’epoca sulla rivista Interiors. Si trattava di un’idea visionaria di arte pubblica e arredo urbano, il Pergola village: Orani – nell’idea del suo artista più rappresentativo – si sarebbe dovuta trasformare attraverso l’unione, fisica e simbolica a un tempo, delle case, delle piazze e degli slarghi con la pergola, appunto. “Un progetto di riqualificazione basato sulla cultura della bellezza – spiega il sindaco Antonio Fadda -. Oggi circa cento case sono state intonacate di bianco e azzurro e il paese si sta trasformando”.

Il progetto originale naturalmente è stato rivisto e lo ha preso in mano l’archistar milanese Stefano Boeri, che lo ha ricalibrato sulla base dei cambiamenti che il paese ha conosciuto negli ultimi decenni. “Un progetto che ci mette a contatto con un gigante della cultura sarda – ha detto l’architetto a Sardinia Post -. Siamo entrati in punta di piedi perché si tratta di dar seguito a quello che lui ha immaginato senza pretendere di sostituirci a lui. In alcune parti stiamo cercando di fare quello che lui ha disegnato e in altri casi invece di reinterpretare un bellissimo lavoro”. Nei prossimi giorni l’amministrazione comunale approverà il nuovo progetto privilegiando i luoghi di incontro degli abitanti del paese, come gli slarghi e le piazze. Durante l’evento di Artijanus artijanas – promosso dalla Fondazione di Sardegna – si è tenuta una performance con Boeri diretta a far vedere come continuerà a trasformarsi Orani attraverso gli interventi di arredo urbano. Nel frattempo il Comune ha acquistato una cinquantina di viti che – una volta che i lavori di ripavimentazione e intonaco saranno completati – verranno installati nelle case che hanno aderito all’iniziativa. “Orani con questo progetto vuole darsi una identità chiara a partire dal suo personaggio più importante – spiega Fadda -, partendo dal bello e da una visione artistica del centro storico. Senza scopiazzare niente: Nivola ha pensato al Pergola Village proprio per il suo paese natale. Boeri ci aiuta grazie alla sua visione internazionale dell’architettura, dell’urbanistica e dell’arte pubblica. Completa il nostro punto di vista comunitario”.

 

Il progetto ha radici lontane. “Nivola ci pensa non appena arrivato a New York – spiega Antonella Camarda, direttrice del Museo intitolato ad Antine -. Era un tentativo sentimentale di ritrovare una comunità devastata dalla Seconda guerra mondiale. Una idea utopica basata sul sogno di una cittadinanza molto coesa, che Nivola ha provato a proporre negli anni a ogni sindaco, senza successo. Vedeva che quel senso andava a perdersi nel tempo e con essa l’idea di vita di Nivola di quando era un bambino”. Eppure il progetto – nonostante si rifacesse a una visione di paese quasi antica e sia stato scritto nel 1953 – è oggi ancora più contemporaneo. “L’arte intesa non come visione estetica o personale dell’artista – prosegue la direttrice del Museo Nivola – ma come strumento per migliorare la vita delle persone, come in quelle correnti contemporanee che vanno dall’arte relazionale all’arte utile, in grado di avere un impatto vero sulla società; che non si pone in conflitto con il pubblico ma crea una vera unità”.

Attraverso la pergola Orani può darsi una nuova identità, rigenerarsi, aprendosi. “Da questo punto di vista la presenza di Boeri è molto importante – dice Camarda -. L’architetto ha reso popolare l’idea del verde nella città. La cosa più intelligente del bosco verticale è quella di aver reso visibile l’incubo urbano che viviamo oggi, lo scollamento tra architettura e natura. Una utopia come il Pergola village, ma che aiuta a pensare a un discorso su ambiente, spazio, natura e modi di vivere più umani, con ritmi migliori e più sostenibili da un punto di vista ambientale ed economico”. In questo senso la riflessione di Boeri sulla rivitalizzazione dei borghi si incontra alla perfezione con l’idea di una riqualificazione di Orani attraverso l’architettura, per immaginare di dare un futuro e un orgoglio ai paesi inserendoli in dinamiche di vita pienamente contemporanee.  “Abbiamo un’opportunità straordinaria, quella di pensare che migliaia di piccoli centri possano essere riabitati in modo nuovo – dice Boeri -. Non è una nostalgia verso il paese antico ma l’idea di poter vivere e lavorare oggi non necessariamente in una grande città, rimanendo comunque legati alla vita contemporanea. La Sardegna sarebbe un campo straordinario di sperimentazione perché queste reti di borghi sono legate a centri urbani al massimo da un’ora, un’ora e mezza di distanza. Perché sono paesaggi straordinari e offrono un rapporto con la natura che altrimenti non potremmo mai vivere. Possono diventare luoghi dove avere una vita di lavoro, di impegno, di slancio intellettuale e di creatività formidabile”

 

 

 

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