Cabudanne de sos poetas, due settimane di appuntamenti e oltre 70 ospiti a Seneghe per i venti anni del festival

Dal 25 agosto all’8 settembre ritorna il Cabudanne de sos poetas, a Seneghe. Il festival di poesia più importante della Sardegna festeggia quest’anno vent’anni e ritorna con un programma ancora più nutrito. Un ritorno anche nei suoi tradizionali luoghi, la piazza e il centro storico del paese, tra Domo de sa poesia, Prentza de Murone, Putzu Arru, Campo della Quercia e Partza de sos ballos. Quattordici giornate dalla mattina alla tarda sera tra appuntamenti poetici e letterari, mostre, letture, dibattiti, laboratori, cinema, musica, teatro e più di settanta ospiti.

“Vent’anni che chiudono in qualche modo un cerchio all’interno dell’associazione Perda Sonadora che in questi ultimi anni, malgrado le tante difficoltà ha resistito e si è data da fare per non perdere un presidio culturale e comunitario del Montiferru“, spiega il direttivo di Perda Sonadora. 

Una edizione che vede stavolta quattordici giornate che regaleranno tanti momenti di emozione autentica e intensa, e un programma artistico come sempre legato a una riflessione collettiva dedicata alla contemporaneità. Un festival che muove le parole, e le diffonde. Il Cabudanne fedele alla sua idea di interscambio culturale e di esperienze, non solo poetiche e letterarie, ma anche come parte attiva della società contemporanea, ospitail 6 settembre due incontri sul tema: Francesca Albanese, giurista italiana, specializzata in relazioni internazionali e diritti umani, da anni relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, arriva a Seneghe con il suo libro “J’accuse, Gli attacchi del 7 ottobre, Hamas, il terrorismo, Israele, l’apartheid in Palestina e la guerra” (Fuoriscena, 2023). La verità prima di tutto, è anche il movente che ispira questo J’accuse e che raccoglie la testimonianza della relatrice Onu confluita in tre Rapporti internazionali sui territori palestinesi occupati dal 1967. Dialogano con l’autrice Manolo Luppichini (ACS), Meri Calvelli (ACS), Raja Ibnou,YasmineAlJarba(Gaza Freestyle) e FawziIsmail(Associazione Sardegna-Palestina). Modera l’incontro Niccolò Palla (giornalista, Gaza Free Style); segue per le buonanotti del Cabudanne la performance poetica/sonora al Campo della Quercia, un appuntamento interamente costruito per il festival dall’associazione culturale Perda Sonadora e Gianni Maroccolo, con Andrea Chimenti, tra gli storici frontman della new wave fiorentina degli anni ’80, AntonioAiazzi, componente e fondatore dei Litfiba, Gianni Maroccolo (Litfiba, CCCP, CSI, PGR di Giovanni Lindo Ferretti, Marlene Kuntz, ecc.) e Simone Filippi (Ustmamò), liberamente ispirato e dedicato a MahmoudDarwish, scrittore palestinese considerato tra i maggiori poeti del mondo arabo che ha raccontato l’orrore della guerra, dell’oppressione, dell’esilio. “La saggezza del condannato a morte” è l’ultima raccolta del poeta: una lunga raccolta dell’esilio come atto poetico e politico di resistenza.

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