Applausi per “L’uomo che comprò la luna” alla festa del cinema di Roma

Una delle anteprime della XIIma edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma ha visto protagonista l’atteso film di Paolo ZuccaL’uomo che comprò la luna“. Davanti al pubblico che ha affollato la sala della “Casa del Cinema”, il direttore artistico Antonio Monda si è dichiarato “orgoglioso di aprire il Festival con una commedia intelligente, in cui il regista, da sempre sensibile all’aspetto umano dei suoi personaggi, riesce, anche quando dipinge figure sgradevoli, a dare loro uno spessore umano”. Altrettanto positiva nei confronti del film la vice presidente del Festival Laura Delli Colli, la quale ha ricordato, pur non facendo parte della selezione dei lungometraggi per la manifestazione, di “aver tifato per ‘L’uomo che comprò la luna‘, opera importante di un autore che mi aveva già entusiasmato con ‘L’arbitro‘”.

Alla presentazione del film erano presenti il regista Paolo Zucca e parte del cast di interpreti e tecnici, tra gli altri Gepi Cucciari e Barbara Alberti, che hanno firmato con Zucca la bella sceneggiatura, gli interpreti Jacopo Cullin, Benito Urgu, Francesco Pannofino, l’autore delle splendide musiche Andrea Guerra, il produttore Amedeo Pagani con Nicola Giuliano. Paolo Zucca ha ringraziato tutti i collaboratori del film, che “letteralmente mi hanno salvato durante le riprese”. Ha, poi, sottolineato come la paradossale trama del suo lungometraggio abbia preso il via da una storia vera, assai inquietante, in seguito modificata dal lavoro svolto in sceneggiatura.

La proiezione de “L’uomo che comprò la luna” è stata un successo. Il film rispetta i parametri estetici e contenutistici tipici di Zucca: una rigorosa attenzione alla forma, in questo caso con l’uso perfetto della fotografia a colori, e al contenuto, venato da un piglio surreale, ironico, grottesco, però capace di far intendere un messaggio socio-politico preciso. Si ride tanto alla visione del film ma si tratta, in fondo, di un riso amaro, come da tradizione della commedia all’italiana, uno dei riferimenti di Zucca, insieme a quello per il western classico, che cita in certe inquadrature commentate abilmente dalla musica, così come capitava ne “L’arbitro” sia nella sua versione del corto sia in quella del lungometraggio. Zucca si serve di tutti gli stereotipi biechi sulla sardità per deformarli, estremizzarli, in funzione di un’ironia feroce, servito abilmente da due interpreti veramente sorprendenti, Jacopo Culllin e Benito Urgu. Se di Cullin conoscevamo la capacità attoriale completa, in grado, dunque, di gestire un personaggio posto al limite tra il realismo e il grottesco, Benito Urgu domina la prima parte del film con una fantastica interpretazione. Messe da parte le sue caratteristiche di cabarettista e intrattenitore locale, costruisce con una sensibilità speciale il suo personaggio: basta un cambiamento nello sguardo per sprofondare l’umorismo in una melanconia infinita. Interessanti anche l’uso delle location del film tra Sardegna e qualche scena girata in Argentina, paese coproduttore. La trama, infatti, che racconta una bizzarra avventura di una spia sarda – però vergognosa delle sue origini, per cui accentua un improbabile accento milanese – alla ricerca di un suo corregionale il quale avrebbe comprato la luna! È, dunque, anche un viaggio in un’isola mitica e mitizzata. L’ultima geniale inquadratura, che non sveliamo, toccherà il cuore di tanti sardi. Il film ancora non ha una data d’uscita, ma arriverà presto nelle sale sarde e nazionali.

Elisabetta Randaccio

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