Cucina e produzioni agroalimentari. Terre di Villanovaforru, nuova edizione

di Andrea Tramonte

Una tavolata imbandita in piazza nel centro del paese con una serie di piatti preparati da chef sardi e nazionali. E poi un dibattito di approfondimento dedicato al ruolo dell’agricoltura e della cucina tra salvaguardia e sviluppo del territorio. Gli ingredienti di Terre di Villanovaforru – che quest’anno raggiunge il traguardo della quinta edizione – sono sempre gli stessi: eccellenze culinarie e riflessioni sulla capacità del “food” di fare da traino ai piccoli centri, tra economia, relazioni e creatività. L’evento è in programma il 29 agosto e si propone di valorizzare le produzioni agroalimentari della zona attraverso il confronto con alcune eccellenze della gastronomia italiana. A organizzarlo è l’Accademia Casa Puddu – ora Coi, scuola di cucina di stanza a Baradili – e vede coinvolta anche l’Associazione italiana Ambasciatori del gusto. Sono due gli ospiti annunciati finora. Il primo è Renato Bosco, uno dei “top player” della pizza in Italia e patron dell’omonimo locale a Verona. Un “pizzaricercatore”, come viene definito, che studia il lievito madre e lavora su impasti, farciture e farine per ottenere un prodotto sempre nuovo e intrigante e una pizza rigorosamente d’autore. Bosco sarà protagonista del dibattito e poi di uno dei piatti della cena in piazza, insieme anche a Marco Stabile, chef stellato fiorentino patron del ristorante Ora d’aria: alta cucina italiana con uno spirito curioso, cosmopolita e innovativo.

L’anno scorso l’evento ha visto la partecipazione di decine di persone, che hanno assistito al dibattito – si parlava di sviluppo locale attraverso la cucina in tempo di Covid – e assaporato i quattro piatti del menù, preparati per l’occasione dalla chef nuorese Marina Ravarotto (suo il filindeu in brodo di pecora rivisitato, uno dei suoi piatti “signature”), l’antipasto dello chef Ciro Scamardella di Pipero a Roma (una rielaborazione intrigante dell’impepata di cozze), la portata principale di Francesco Vitale di Sa Scolla (a base di maiale) e infine il dolce di Gianluca Fusto dell’omonimo locale milanese. Gli ospiti della nuova edizione cucineranno insieme agli allievi dell’accademia Coi e la cena verrà servita a ospiti paganti, giornalisti e addetti ai lavori del mondo della cucina e dell’agroalimentare.

“Il fermento legato alla ripresa delle attività e degli eventi collegati alla cultura della cucina e alla riscoperta dei prodotti e dei piatti della tradizione – spiega Gianfranco Massa, presidente di Coi – non può che trovarci in prima linea specie in manifestazioni come quella di Villanovaforru. L’obiettivo è continuare a valorizzare ed esaltare, come nella nostra filosofia, il vastissimo patrimonio enogastronomico della nostra Isola ed allo stesso tempo di aprirci maggiormente ad una vocazione più internazionale come stiamo facendo in Europa, nelle Americhe e in Asia”.  L’evento si svolgerà naturalmente nel rispetto delle normative anti-Covid. “Nonostante le tante difficoltà legate alla pandemia siamo riusciti ad organizzare la quinta edizione del festival e mai come quest’anno l’evento rappresenta una grande iniezione di fiducia per i giovani del territorio che hanno deciso di puntare sulle produzioni locali – sottolinea Maurizio Onnis, sindaco di Villanovaforru -. Confrontarsi con le altre realtà enogastronomiche a livello nazionale, far conoscere la nostra storia e i nostri prodotti e seguire gli esempi di chi sta riuscendo a fare bene, non può che continuare ad essere un stimolo importante per la nostra, ma anche per tutte le altre piccole comunità che vogliono rilanciare l’economia partendo dalla riscoperta delle proprie tradizioni anche culinarie”.

 

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