Yacht sugli scogli a Porto Cervo, si cerca il Gps: sequestrati cellulari e tablet

La verità sulla dinamica dell’incidente in mare in Costa Smeralda, nel golfo del Pevero, che domenica notte è costato la vita al manager tedesco con passaporto britannico, Dean Kronsbein, potrebbe arrivare dai telefoni e dai tablet delle persone che si trovavano a bordo dei due yacht coinvolti.

L’autorità giudiziaria di Tempio Pausania ha disposto il sequestro di tutti gli apparecchi elettronici, telefoni cellulari, tablet, computer portatili, di tutti i passeggeri e i comandanti a bordo delle due imbarcazioni messe sotto sequestro, con l’obiettivo di rintracciare il Gps per stabilire le rotte esatte.

Coinvolti lo yacht Amore dell’armatore britannico, finito contro gli scogli dell’isola delle Rocche, e lo Sweet Dragon di proprietà della famiglia Berlusconi. Gli inquirenti, sentendo i testimoni, hanno appurato che le due barche procedevano in senso contrario al momento dell’incidente. Alle 20:40 di domenica l’Amore con a bordo Dean Kronsbein, la famiglia e alcuni amici, in tutto sette persone, stava attraversando il tratto di mare dell’isola delle Rocche, appena più a sud delle isole Li Nibani, nel golfo del Pevero, in un tratto che dovrebbe essere interdetto alla navigazione.

Il comandante, Mario Lallone, ha raccontato agli investigatori di aver virato d’improvviso per evitare lo scontro con un’altra imbarcazione, la Sweet Dragon, che, ha detto, procedeva zigzagando in senso opposto all’Amore e che gli andava addosso. Entrambe le barche viaggiavano a velocità sostenuta. Lallone e il comandante della Sweet Dragon, Luigi Cortese, sono entrambi indagati per omicidio colposo e lesioni.

Il comandante dell’Amore, difeso dall’avvocato, Egidio Caredda, che rappresenta anche la famiglia della vittima, ha chiesto ufficialmente di essere sentito dal procuratore, Gregorio Capasso e dalla sostituta, Enrica Angioni, che conducono l’inchiesta. Resta per il momento da definire il ruolo e la posizione di una terza imbarcazione battente bandiera maltese, che pare fosse sul posto e che inizialmente si pensava avesse soccorso Dean Kronsbein.

Il manager 63enne era finito in mare in seguito allo scontro con le rocce ed era stato portato al porticciolo di Porto Cervo in stato di incoscienza, dove un’ora dopo circa è morto nonostante i tentativi di rianimarlo dei medici del 118. La moglie e la figlia, ferite gravemente, restano ricoverate a Olbia e a Sassari, ma le loro condizioni pare stiano migliorando. Venerdì è prevista l’autopsia sul corpo di Kronsbein per stabilire le cause esatte della morte.

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