Sindacati, lavoratori e amministratori del Nuorese si sono ritrovati la vigilia di Natale in presidio davanti ai cancelli degli stabilimenti ex Enichem di Ottana, per chiedere a gran voce il rilancio del sito, in particolar modo del suo polo chimico. Un centinaio di persone hanno discusso sulla necessità di scongiurare la fermata degli impianti di Ottana Energia a cui Terna e l’Autorità per l’energia elettrica e il Gas vorrebbe far cessare il regime di essenzialità. Una possibilità scongiurata, almeno negli impegni, nell’incontro che si è svolto a Roma alcuni giorni fa con il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi.
Presenti ai cancelli della fabbrica, dove a fine mattinata si è tenuta un’assemblea, i segretari provinciali di Cgil e Cisl, Salvatore Pinna e Michele Fele, la segretaria regionale della Uil, Francesca Ticca, i segretari regionali dei chimici, Giacomo Migheli (Cgil) e Tore Sini (Uil), e Ignazio Ganga della segreteria regionale della Cisl: “C’è la volontà di far ripartire gli impianti con l’essenzialità – hanno detto all’unisono i sindacalisti – anche se, in attesa di una verifica per la riaccensione in caso di black-out, la situazione di Ottana suscita preoccupazione. In questo caso, infatti, a fare la differenza è la questione dei tempi, considerato che, per Ottana, il regime di essenzialità cessa il 31 dicembre e la chiusura della centrale comporterebbe l’immediato impatto su diverse produzioni del polo industriale e sul riavvio delle produzioni di Pet e dei servizi del Consorzio Industriale”.
Ma nell’assemblea i sindacati e gli amministratori hanno ribadito la richiesta di un rilancio complessivo del sito industriale con quattro parole d’ordine: filiera del Pet, riqualificazione del consorzio industriale, essenzialità, riconversione a gas metano della centrale. Inoltre hanno ricordato la trattativa in corso con Eni per la cessione del ramo di azienda del Pet degli stabilimenti di Sarroch: “Serve una mano da parte della Regione e del Governo affinché la partita si chiuda” hanno spiegato i sindacalisti che dopo le festività torneranno alla carica.