Via Crucis per chi fa la chemio a Olbia: “Otto posti letto per 25 pazienti, ore di fila e disagi”

“Fare la chemioterapia all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia sta diventando troppo complicato e difficoltoso per i pazienti oncologici della Gallura”. Lo denuncia del capogruppo del M5s in Consiglio regionale, Roberto Li Gioi.

“L’aspetto più grave è la carenza di posti letto che non consente a tutti i malati di riposare mentre si sottopongono alle cure: in reparto infatti vi sono soltanto otto letti a fronte dei 20/25 pazienti che vi accedono quotidianamente – aggiunge Li Gioi -. Ciò fa sì che più della metà delle persone sottoposte a chemio, è costretta a farlo in condizioni di disagio e che non consentono la massima serenità durante un momento così delicato”.

La via Crucis non è finita. “I problemi iniziano sin dall’ingresso in ospedale, poiché la fila per poter accedere al reparto di Oncoematologia è lunghissima, al punto che i malati arrivano ad aspettare anche ore in piedi”, sottolinea anche l’esponente di M5s. Che aggiunge: “Le criticità della sanità gallurese ormai non si contano e riguardano anche le tempistiche per il ritiro dei referti di laboratorio. Mi risulta che a Olbia i risultati degli esami istologici stiano tardando anche tre settimane, e dal momento che senza non si può iniziare né la radioterapia né la chemioterapia, i tempi vanno necessariamente ridotti. Perché mentre la sanità ritarda, la malattia va avanti”. E il rischio di morte aumenta.

Due giorni dopo, ovvero il 5 dicembre, la Asl di Olbia ha risposto a Li Gioi. “Massima attenzione verso i pazienti oncologici, il cui grado di soddisfazione viene misurato periodicamente dall’Unità Operativa dell’Ospedale Giovanni Paolo II – si legge in una nota -. Nell’ultima indagine effettuata, il 97 percento ha dichiarato positivo il servizio in tutte le sue articolazioni, dall’accessibilità all’assistenza di medici, infermieri e Oss, con una media del 60 percento di giudizi ottimi da parte di coloro che hanno risposto ai questionari anonimi”.

Lo dice il Dg Marcello Acciaro. “Dispiace – dice il manager – che certi esponenti politici, anzichè informarsi presso la Direzione Aziendale o attingere dalle fonti dirette, distorcano la realtà o ricerchino la spettacolarizzazione per poi prendersi meriti che non hanno. Creano un danno enorme all’azienda e ai professionisti che ci lavorano. Chi ricopre ruoli di responsabilità questo non se lo può permettere. Creare allarmismo sui malati, sui loro bisogni e sui loro familiari è una cosa inaccettabile. Il momento è difficile e la sanità è in crisi in tutta Italia dopo il disastro del Covid. Stiamo faticosamente cercando di trovare nuove soluzioni proprio guardando in faccia i malati. Ci vorrà un po’ di tempo, pazienza, comprensione reciproca. Ma questi attacchi strumentali fanno solo danno”.

“Nella struttura tutte le operazioni vengono svolte nel rispetto del paziente oncologico, considerando la sua fragilità anche emotiva e le sue difficoltà generali – spiega il direttore dell’Unità operativa di Oncologia, Salvatore Ortu -. Gli spazi a disposizione per i trattamenti non sono diminuiti: abbiamo dieci postazioni dedicate, di cui nove per il day hospital e una per le terapie ambulatoriali. Il numero dei trattamenti è in crescita: probabilmente entro la fine dell’anno toccheremo quota 4.000 rispetto ai 3.400 del 2021, con una media di 16 ricoveri giornalieri dal lunedì al venerdì, vicini alla capienza massima dei 18 consentiti dalle normative per la nostra struttura. Nessuna terapia – prosegue il medico – viene svolta se il paziente non si trova all’interno degli spazi dotati delle attrezzature sanitarie, mentre per quanto riguarda le sale d’attesa c’è da specificare che dopo il Covid alcune sedie sono state spostate all’esterno per evitare assembramenti. Il personale chiede agli accompagnatori di dare priorità ai pazienti: in tanti dimostrano sensibilità, ma capita a volte che ciò non avvenga e da questo equivoco possono crearsi situazioni di parziale disagio per gli utenti”.

Per quanto riguarda i referti degli esami istologici, altra fronte su cui il consigliere regionale di M5s è intervenuto, “nell’Oncologia della Asl afferiscono pazienti da altre strutture sanitarie e su quegli esami non possiamo dare una garanzia sulle tempistiche, mentre abbiamo riscontrato che i nostri referti, ad eccezione di qualche singolo e sporadico caso dettato da situazioni contingenti, rientrano perfettamente nei tempi tecnici previsti dalle diagnosi complesse”.

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