Serre fotovoltaiche a Narbolia, nuovo ricorso degli ambientalisti

Un ricorso alla Corte di Giustizia europea contro la sentenza del Consiglio di Stato ed un appello alle Procure di Cagliari e di Oristano perché dicano una buona volta se nella vicenda del mega impianto delle serre fotovoltaiche di Narbolia è stato commesso qualche reato. Sono le risposte del comitato S’Arrieddu, di Adiconsum Sardegna e di Italia Nostra alla sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha dato via libera all’impianto realizzato con capitali cinesi dalla società Enervitabio Santa Reparata.

“Una sentenza politica supportata anche da dichiarazioni false sul costo del progetto e sulla data di conclusione dei lavori”, hanno affermato Giorgio Vargiu per Adiconsum, Graziano Bullegas per Italia Nostra e Pietro Porcedda per il comitato S’Arrieddu, in una conferenza stampa. Non sono stati teneri neanche gli avvocati Andrea e Paolo Pubusa che hanno parlato di “sentenza non appagante” che ha liquidato le questioni di diritto “in cinque paginette che non affrontano la questione”. “Una sentenza politica che con la condanna a pagare 15 mila euro di spese legali è anche un invito a non disturbare il manovratore rivolto a comitati, associazioni e semplici cittadini che volessero tutelare i propri diritti”, hanno rincarato la dose Vargiu, Bullegas e Porcedda. “Comunque non finisce qui”, hanno concluso i rappresentanti delle tre associazioni bocciate dal Consiglio di Stato che ora, in attesa dell’esito dei procedimenti penali avviati dalle Procure di Cagliari e di Oristano, stanno valutando assieme ai loro avvocati i possibili termini di un ulteriore ricorso europeo.

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