Selenio e vanadio sversati in mare oltre soglia, Sarlux segnalata alla Procura

“La presente nota informativa è inviata anche alla Procura della Repubblica di Cagliari quale ipotesi di reato”. Il reato in questione riguarda la violazione delle prescrizioni del Testo unico sull’Ambiente (art. 29-quattordecies Dlgs 152/06), la nota informativa la manda a piazza Repubblica (e al ministero dell’Ambiente) il responsabile del Servizio attività ispettive dell’Ispra Alfredo Pini e il presunto colpevole si chiama Sarlux. Nello specifico, il dirigente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale contesta al colosso petrolifero del Gruppo Saras l’aver sversato in mare quantità di selenio e vanadio oltre i limiti consentiti dalla legge.

La nota, finora mai pubblicata (leggi), risale al 26 luglio 2016 e arriva dopo una visita ispettiva condotta da Ispra tra il 7 e il 9 giugno 2016. L’accertamento delle violazioni è legato ai dati raccolti negli stessi giorni dall’Arpas, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che ha effettuato attività di “campionamento e analisi allo scarico idrico 1B”. Qui arrivano le acque della “rete fognaria oleosa” (leggi), che dopo un “trattamento fisico, chimico e biologico” vengono immesse nello scarico principale 1. Da qui, il materiale viene poi riversato in mare.

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Estratto dallo studio di impatto ambientale pubblicato nell’ottobre del 2016 da Sarlux

Secondo quanto riportato nella nota informativa, durante i controlli è emerso che “presso lo scarico 1B” è stata “misurata una concentrazione allo scarico di 1,7 mg/litro” per il vanadio – quando il limite invalicabile è di 1 mg/l – mentre la concentrazione di selenio immessa “nelle acque superficiali”, ovvero in mare, è stata pari a 0,4 mg/l quando la soglia è di 0,3 mg/l.

Un mese dopo il responsabile dell’attività ispettiva dell’Ispra prende carta e penna, informa la Procura di Cagliari, il ministero e l’Arpas, quindi propone una diffida nei confronti di Sarlux, articolata in tre punti: passare da un “monitoraggio in autocontrollo” mensile a uno settimanale, fino a luglio 2017; eliminare le possibili fonti di rilascio degli inquinanti selenio e vanadio nel minor tempo possibile, a meno che il problema non sia già stato risolto; trasmettere agli enti di controllo un rapporto con i risultati dell’indagine sulle cause dei superamenti dei parametri vanadio e selenio e le contromisure che Sarlux ha utilizzato o adotterà.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

 

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