Sassari, piccola “terra dei fuochi”: 12 arresti per combustione illecita di rifiuti

L’aria era diventata irrespirabile, tanto da mettere a rischio la salute dei cittadini e l’attività di alcuni reparti dell’ospedale di Sassari. Questa mattina, dopo mesi di indagini, i carabinieri del Noe di Sassari hanno compiuto un blitz nel campo nomadi di Piandanna, alle porte della città: 12 persone, tutte rom, sono state arrestate. Ora dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla combustione illecita di rifiuti, una nuova forma di reato istituita di recente per rispondere all’emergenza della terra dei fuochi in Campania. Anche nella zona intorno a Piandanna si era formata una piccola “terra dei fuochi”. Le concentrazioni di diossina nell’aria e nel terreno stavano creando una vera e propria bomba ambientale che rischiava di esplodere da un momento all’altro.

I dettagli dell’operazione sono stati presentati questa mattina a Sassari nel corso di una conferenza stampa nel comando provinciale dei carabinieri alla presenza del maggiore Umberto Rivetti, comandante del Noe. Le indagini dei militari sono partite in seguito alle numerose segnalazioni per il fumo nero e maleodorante proveniente dal campo nomadi di Piandanna. Tra queste, anche una denuncia formale presentata da parte della Asl per le condizioni dell’aria nel vicino ospedale sassarese, in particolare nei reparti di Neonatologia e Terapia intensiva.

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Delle 12 persone arrestate, rom di provenienza bosniaca, cinque si trovano ora nel carcere di Bancali mentre sette sono agli arresti domiciliari nel campo. Un indagato è ancora ricercato dalle forze dell’ordine. L’identificazione dei presunti responsabili è avvenuta grazie all’utilizzo delle telecamere: nel corso degli ultimi mesi sono state effettuate oltre 80 acquisizioni video. Le riprese hanno filmato gli autori dei.numerosi roghi mentre bruciavano grandi quantitativi di rifiuti. Durante la combustione, venivano gettati nel fuoco anche cavi elettrici rubati per ricavarne rame che veniva poi rivenduto in un mercato clandestino. Su questo punto sono in corso ulteriori indagini. Nel frattempo la magistratura ha diposto il sequestro dell’area da mille metri quadrati adibita a discarica: ora si dovrà capire la portata del danno ambientale.

Michele Spanu

@MicheleSpanu84 on Twitter

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