“Rilanceremo la Conservatoria. Anzi no”. I sette giorni che cambiarono le sorti dell’agenzia

Tra i vari passaggi che portano al commissariamento della Conservatoria delle coste, ce n’è uno particolarmente curioso. In principio la giunta Pigliaru non ha alcuna intenzione di affossare l’agenzia o affidarla ad un plenipotenziario indicato dall’esecutivo, tutt’altro. Lo dichiara lo stesso presidente il 2 aprile 2014, quando durante la seduta di insediamento illustra al consiglio regionale le linee programmatiche: “Rilanceremo il ruolo istituzionale della Conservatoria, così come prevede dalla legge che l’ha istituita”. Due mesi dopo c’è la conferma: il 5 giugno l’assessore all’Ambiente Donatella Spano firma un avviso per l’individuazione di un professionista da catapultare al vertice dell’agenzia. Nessuno parla di commissariamento. Si parla, piuttosto, di un avvicendamento: via Alessio Satta, arriva un nuovo direttore.

Le candidature vanno presentate, come specifica, l’avviso, entro le ore 13 del 12 giugno. È una data fatidica. Quel giorno, mentre gli aspiranti direttori facevano protocollare il curriculum in assessorato, la titolare dell’Ambiente proponeva alla giunta di commissariare la Conservatoria e, di conseguenza, cancellare la corsa alle candidature. In tasca aveva già il nome di Giorgio Onorato Cicalò. Resta da capire cosa è accaduto in quei sette giorni, quale episodio tale da giustificare un’inversione a U terminata con il commissariamento dell’agenzia.

P. S.

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