Quirra, disastro ambientale: sul rinvio a giudizio dei 20 indagati slitta il verdetto

È slittata ancora la decisione di rinviare a giudizio (o meno) le 20 persone, tra militari e civili, indagate dal procuratore Domenico Fiordalisi nell’ambito dell’inchiesta sul poligono di Quirra, aperta nel Tribunale di Lanusei. L’udienza era stata fissata il 18 novembre. Ma Mario Mariani, il docente di Ingegneria nucleare del Politecnico di Milano a cui il gip Nicola Clivio ha dato l’incarico di valutare l’entità del disastro ambientale causato dalle attività militari, ha chiesto una proroga. Al perito serve altro tempo per concludere le analisi.

A dare la notizia è Gianfranco Sollai, l’avvocato indipendentista che difende la famiglia di un giovane di Villaputzu morto di leucemia dopo aver portato per anni al pascolo, in una zona militare, il proprio gregge. E proprio relativamente a questo secondo procedimento potrebbero arrivare comunque novità dallo stesso tribunale di Lanusei: per la morte del ragazzo, con l’accusa di omicidio volontario, sono indagati i generali Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, a cui viene contestata pure l’omissione dolosa e aggravata di cautele contro infortuni e disastri. Devono rispondere di omicidio volontario anche il generale Alessandro Zamai e i colonnelli Tobia Santacroce, Alfredo Capozza e Alessandro Bigazzi. Cioè, tutti coloro che si sono alternati al comando del Poligono di Quirra (Pisq).

L’avvocato Sollai non perde la speranza. “Vero che il 26 giugno 2012 il pm ha depositato la richiesta di archiviazione sulla morte del pastore, ma non è stata ancora accolta”. Insomma, i giochi non sono chiusi del tutto. “La sensazione – spiega Sollai – è che il giudice non si sia ancora espresso perché voglia decidere solo dopo aver visionato la perizia di Mariani”. E siccome è già passato un anno e mezzo, il legale spera che questo ritardo sia un punto a favore per la famiglia del ragazzo di Villaputzu.

Piero Loi

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