Orune, agguato a colpi di pistola in pieno centro. Si teme l’inizio di una faida

Far West  a Orune. Erano da poco passate le 20,50 quando  una decina di colpi di pistola sparati da uno sconosciuto che si è dileguato hanno crivellato un’auto con tre persone a bordo che transitava nel centro del paese. Alla guida vi era il cinquantenne Antonio Francesco Sestu. Con lui viaggiavano il figlio e un nipotino di 9 anni. La carrozzeria dell’auto ha protetto l’autista e i passeggeri che sono usciti miracolosamente illesi dall’agguato.

Un altro figlio di Antonio Francesco Sestu, Alessandro, è stato condannato a 19 anni di reclusione (pena patteggiata nel febbraio del 2006) per il duplice omicidio di Amerigo Zori e Pasquale Coccone, di 20 e 23 anni, avvenuto in un bar di Orune il 4 aprile  del 2004. Per lo stesso reato fu arrestato dopo una latitanza durata cinque anni un altro orunese, Mario Pala, condannato all’ergastolo.

Il duplice omicidio avvenne sotto gli occhi della fidanzata di Coccone, Pina Paola Monni, la cui testimonianza risultò determinante. La donna, più volte minacciata, dovette abbandonare il paese e vivere sotto protezione.

All’origine del duplice omicidio il contrasto esploso tra Pasquale Coccone e Alessandro Sestu per un cavallo. Il primo accusava il secondo di averglielo ferito. Coccone, per ritorsione, ferì Sestu a un piede. Ne seguì la feroce vendetta consumata davanti agli avventori del “Bar 2000”.

Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Bitti guidati dal comandante Fabio Saddi. Sono stati istituiti posti di blocco nella speranza di intercettare il mancato killer. Nessuna ipotesi ufficiale sul movente, anche se ovviamente si pensa che quanto è accaduto sia legato ai fatti del 2004. Il timore è che sia l’inizio di una nuova faida.

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