Operai morti alla Saras: al processo la difesa chiede sopralluogo in raffineria

Riprenderà il 7 marzo, con le repliche del sostituto procuratore generale, il processo in Corte d’Appello per la morte dei tre operai – Bruno Muntoni, di 58 anni, Daniele Melis e Pierluigi Solinas, entrambi di 30, della ditta di manutenzioni Co.Me.Sa – vittime delle esalazioni di azoto mentre lavoravano per pulire un serbatoio alla Saras di Sarroch, il 26 maggio del 2009. Cinque gli imputati: Guido Grosso, l’allora direttore della raffineria, Francesco Ledda, rappresentante legale della Co.Me.Sa., la ditta che aveva l’appalto dei lavori di pulizia dell’accumulatore in cui è avvenuta la tragedia, Dario Scaffardi, attuale direttore generale della Saras (tutti e tre condannati in primo grado a due anni), Antonello Atzori, responsabile dell’area produttiva e Antioco Mario Gregu, direttore delle operazioni industriali (questi ultimi due assolti in primo grado).

Oggi sono state ascoltate le arringhe difensive dell’avvocato Massimiliano Ravenna che rappresenta Guido Grosso – che si è soffermato sui segnagli di sicurezza nello stabilimento e sul cartello di pericolo che secondo il giudice avrebbe impedito l’ingresso degli operai nell’accumulatore, spiegando come in una raffineria i divieti sono moltissimi, come i pericoli e le operazioni vengono effettuate con i permessi di lavoro che gli operai non avevano. Il legale ha anche sollecitato un sopralluogo all’interno della raffineria per dimostrare la tesi difensiva. È stata poi la volta dell’avvocato della Saras, Francesco Mucciarelli, che ribadendo la validità della sentenza di primo grado che ha assolto l’azienda ha poi rimarcato che “non ci sono state violazioni improntate alla logica del profitto nonché nell’interesse della Saras”. L’ultimo a parlare è stato l’avvocato Riccardo Caramello che rappresenta Dario Scaffardi. Nella sua arringa il legale ha sottolineato come gli operai erano a conoscenza dei rischi. Il 7 marzo è prevista la replica del sostituto procuratore generale, lo scioglimento della riserva sull’eventuale sopralluogo all’interno della raffineria sollecitato dall’avvocato Ravenna e la sentenza.

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