Ogliastra, l’odissea di Paolo Brughitta per la riabilitazione negata è un caso nazionale

Una lotta per la vita e una battaglia contro le condizioni degli ospedali e dei centri di riabilitazione nell’Isola, al collasso. La vicenda è una e incrocia le due battaglie. A condurle in prima persona è Elisabetta Piras, moglie di Paolo Brughitta, 38enne originario di Tortolì, che il 12 ottobre scorso è rimasto vittima di un violento incidente nella zona industriale della città ogliastrina, mentre rientrava a casa da lavoro.

Un delicato intervento chirurgico d’urgenza per politrauma cranico ed emorragia cerebrale a Sassari, poi il coma. Le sue condizioni migliorano e dopo un mese viene trasferito nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Lanusei, per riavvicinarlo a casa e in attesa che fosse disponibile un posto in un centro di riabilitazione per pazienti con tali lesioni. Dopo un primo trasferimento al San Martino di Oristano, dove inizia il suo percorso riabilitativo con ottimi risultati, viene rimandato a Sassari per un altro intervento. E ora non può più tornare a Oristano perché non ci sono posti liberi.

“Non c’è tempo da perdere per Paolo, deve essere subito trasferito in un centro riabilitativo specializzato”, è l’appello della moglie. Lo hanno raccolto l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, e il consigliere regionale ogliastrino Salvatore Corrias che ha scritto una lettera al ministro della salute Roberto Speranza.

“Il giovane Paolo Brughitta – scrive Corrias a Speranza – avrebbe dovuto avviare la terapia di riabilitazione, verso la quale medici e familiari nutrono fondate speranze, per la ripresa delle funzionalità, ma Covid e situazioni contingenti non lo hanno consentito. La sua famiglia, la moglie in primo piano, chiede che il paziente possa essere trasferito in un centro di eccellenza della penisola che si occupa di quella specifica patologia, evidenziando come la rapidità di intervento sia in questi casi determinante per una buona riuscita delle terapie”.

Il caso di paolo Brughitta è diventato virale sul web, raccogliendo moltissimi attestati di solidarietà. La sua vicenda sta facendo il giro dei social grazie al video-racconto del giovane tiktoker sardo Marcel Aregoni, da oltre 32mila follower. Ecco il suo post.

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