Blitz dei Noe a Porto Torres, sigilli alla ‘Collina dei veleni’ della Syndial

Dopo il deposito dei rifiuti radioattivi, scattano i sigilli anche per la discarica di Minciaredda di proprietà della Syndial (Eni), sita nell’area industriale di Porto Torres, e il carbondotto che collega il pontile alla centrale termoelettrica ex E.on di Fiumesanto. I sequestri sono stati effettuati stamani dal Nucleo operativo ambientale dei Carabinieri nell’ambito dell’inchiesta coordinata dai pm Mario Leo ed Emanuela Greco con la supervisione del procuratore capo facente funzioni Paolo Piras. Secondo quanto si apprende, le ipotesi di reato contestate a tre dirigenti della Syndial sono quelle di disastro ambientale ed esercizio di discarica abusiva.

Il problema della discarica di Minciaredda (che non risulta essere mai stata autorizzata), in tutto 38 ettari nell’area B del petrolchimico, è stato portato alla ribalta dal blitz di Irs del 2003. Da allora, quella che è stata ribatezzata la collina dei veleni a causa della presenza di rifiuti tossico-nocivi e industriali speciali provenienti dalle lavorazioni del petrolchimico, è rimasta lì, intatta. Nonostante la promessa di bonifiche immediate. Come si apprende dai verbali delle Conferenze di servizi tenutesi al Ministero dell’Ambiente, oltre a contaminare il suolo, i veleni della collina sono scesi in profondità, inquinando anche le falde acquifere.

Nel corso del blitz di stamani sono scattati i sigilli anche per il nastro trasportatore utilizzato per la movimentazione del carbone dal pontile dell’insediamento industriale di Fiumesanto alla centrale termoelettrica ex E.on. Proprio nell’area del carbondotto, il 16 dicembre dello scorso anno si era sviluppato un incendio, domato solo dopo cinque ore di fiamme.

I due recenti sequestri riportano l’attenzione sulla gravità della situazione ambientale dei diversi settori e delle matrici ambientali (acqua, suolo, aria e la porzione di mare antistante il petrolchimico) di uno dei Siti d’interesse nazionale per le bonifiche più grandi e inquinati d’Italia, dove continua ad insistere una forte contaminazione da metalli pesanti, idrocarburi leggeri e pesanti, nonché materiale radioattivo (come nel caso delle palte fosfatiche sequestrate la scorsa settimana). Sia l’Istat, sia l’Isituto Superiore di Sanità hanno riscontrato un eccesso di mortalità per tutte le cause, tutti i tumori e le malattie dell’apparato respiratorio tra i circa 142.000 residenti nell’area.

Piero Loi

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